di
Luca Bertelli
Ospite al podcast BSMT, la conduttrice racconta la sua vita: «Vivo in un bosco, faccio un’ora e dieci di auto ogni giorno per arrivare a Milano. Quando vedo Cannavacciuolo e altri chef, che sono milionari, io dico sempre: “Voi dovete ringraziare l’Antonellina, se non c’era lei con il cavolo stavate qua…”.
Amori (il primo fu il cestista Pino Motta, che ha giocato molti anni in Serie A), colleghi, programmi e vita vissuta. Antonella Clerici si è raccontata al BSMT, il podcast di Gianluca Gazzoli.
Ha raccontato della sua vita attuale: «Io abito a Arquata Scrivia, faccio l’autostrada tutte le mattine, in un’ora e 10 minuti arrivo agli studi di via Mecenate dove abbiamo la diretta. Dal lunedì al giovedì accade questo. Sono lì dal 2018, vivo in un bosco, la mia famiglia con Vittorio era appena cominciata e il Covid ci ha permesso di fortificarci: anch’io ho conosciuto meglio i suoi figli. Ogni anno dico che sarà l’ultimo, tra due anni sarei pensionabile, ho fatto fare i calcoli, ma decido step by step. In realtà i miei hobby coincidono: non so stare a casa due giorni senza lavorare, non so cosa fare».
In tv partì con le tv private: «Partii dall’opsizio, non era una metafora. Ne avevo uno vicino a casa mia e il sabato andavo a trovarli. A Videoreporter facevano un reportage sulla terza età, una mia amica mi propose e da lì partii anche con il tg. Oggi nelle tv private vedo ancora le scosciate, ma non deve essere la prima cosa che io noto: preferirei altri generi di presentazione». Tra i suoi programmi, prima della Prova del cuoco, anche Domenica In («L’ho fatta due volte ma non mi ha portato fortuna. Ho capito una cosa lavorando in gruppo: io sono un battitore libero, se devo condurre preferisco farlo da sola, voglio essere responsabile nel bene e nel male della mia trasmissione»). Poi la svolta: «Io andai in America e c’erano un sacco di programmi di cucina, è quello che avrei voluto fare. Rompevo le scatole a Bassetti di Endemol, mi fece provare lui dopo Uno Mattina ed è esploso il programma, fu un successo clamoroso: Del Noce ci mise a mezzogiorno, non è un daytime qualunque, vieni prima del tg. Ora ci lavorano 100 persone, portiamo a casa le schiscette dopo la trasmissione».
Eppure le venne tolto, durante e dopo la gravidanza: «Rimasi incinta, pensavo che sarei tornata un anno dopo, invece non ero più prevista dopo 15 anni con numeri pazzeschi. Mi presi una piccola vendetta, con “Ti lascio una canzone” che segnò il mio rientro: si alzarono in piedi ad applaudirmi, fu costretto a farlo anche il direttore. Dopo un grande Sanremo potevo chiedere quello che volevo e io chiesi di riavere La Prova del cuoco, per me era una questione di principio: fu vergognoso come si comportarono, rivolevo il mio posto. Rientrai sulle note di “Sei nell’anima” e scoppiai a piangere ma io non me la presi mai con Elisa Isoardi, mai problemi personali, fu gestito male dalla Rai: non mi fu mai data una motivazione».
Poi, una battuta: «Quando vedo Cannavacciuolo e altri chef, che sono milionari, io dico sempre: “Voi dovete ringraziare l’Antonellina, se non c’era lei con il cavolo stavate qua…”. Ma prima o poi sarebbe successo, ho intercettato io il mood e poi è esploso”. Non ama le feste e il red carpet («Mi annoia. Di piacere al circoletto non mi interessa niente, odio il fighettismo, non mi appartiene. A me piace essere popolare, piacere alla gente come me e non ai radical chic»), non vuole regali: «Il valore di una persona lo denoto da come trattano i sottoposti, come ad esempio i camerieri al ristorante. Voglio pagare io, non voglio regali, mi sento in imbarazzo, non sono una scroccona».
Sulla gravidanza, racconta un retroscena: «Ho fatto tante cure per avere la mia bambina e ne sono stata assolutamente felice, ho una figlia meravigliosa che somiglia molto a suo padre, i figli sono cose che restano. Feci il test e abbracciai il mio Oliver, il mio cane labrador. Non lo avevo detto neanche a mio padre, non volevo illuderlo, e un giornale titolò che io ero incinta. Chiamai il giornalista, qualcuno gli aveva dato le mie analisi del sangue. Mi dispiacque, ma era il prezzo della notorietà: il pacchetto si prende interamente». Si riscattò con Sanremo: «Non lo voleva fare nessuno dopo Bonolis e lo diedero a me. Nemmeno come ospiti volevano venire. Feci un Sanremo a mia immagine e somiglianza per forza, andò bene. Nessuno avrebbe scommesso sui miei ascolti». E Ligabue? «A Belve qualcosa devi dire. In un altro Sanremo fu usato male, mi dissero che io gli avrei fatto fare un omaggio troppo pop. Avrei potuto telefonargli anni fa, ma ci ero rimasta male. Salta sempre fuori il mio nome a Sanremo, meno male che esce qualche donna: io sono stata l’ultima, ma Stefano De Martino è intelligente e studierà, ho sempre pensato che avrebbe potuto farlo, ne farà almeno altri due. Io saprei come organizzarlo, avrei delle idee, ma non ho più “la fregola” di farlo».
Due i colleghi con cui ha più legato, Carlo Conti e Fabrizio Frizzi: «Noi tre siamo realmente quello che appariamo, con una vita normale, siamo arrivati dal niente senza mai montarci la testa. Fabrizio era sin troppo buono e gentile, chiamavo Conti per convincerlo a smettere di registrare. Si trascinava per lo studio, stava veramente male, ma quando si accendeva la luce rossa per un’ora e mezza dimenticava il dolore e allora facevamo finta di niente. Carlo l’ha sentita e vissuta male, con un figlio piccolo: ha scelto di stare più con suo figlio da quel momento. Ho aiutato Carlotta, la moglie di Fabrizio, a rifarsi una vita e ad andare in Francia: ora lavoriamo assieme, facciamo sempre 10 giorni in vacanza in Normandia in estate».
Poi, la pagina legata ai suoi amori: «Sono stata sposata due anni con Motta, poi con Sergio: i matrimoni mi hanno portato sfiga. Con il padre di mia figlia c’erano 16 anni di differenza, lui era metà bianco e metà nero, più giovane di me, lavorava di notte e io di giorno, quello è stato il nostro primo screzio. Lui non è cambiato con l’arrivo di Maelle, ho raccontato le corna in onda nell’anno in cui vinsi tutti i premi televisivi. Dopo ho conosciuto Vittorio e la mia vita si è ricalibrata».
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18 aprile 2026
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