Domani la semifinale di ritorno, all’andata è finita senza gol. Il tecnico nerazzurro ha vinto due volte in campionato e cerca l’accoppiata col campionato: a San Siro la resa dei conti


Roberto Maida

Giornalista

20 aprile – 08:33 – MILANO

Sono prestigiatori e garantiscono prestigio: studiano magie calcistiche per sorprendere gli avversari e al tempo stesso danno lustro al torneo più bistrattato. Cristian Chivu e Cesc Fabregas hanno vinto tre volte a testa da calciatori una coppa nazionale, in due stati diversi e con tre club differenti: il primo ha festeggiato in Olanda con l’Ajax e in Italia con Roma e Inter, il secondo ha sollevato il trofeo in Inghilterra con Arsenal e Chelsea e in Spagna con il Barcellona. Specialisti, senz’altro, soprattutto perché non hanno mai trattato la seconda competizione domestica come un fastidio ma come un’opportunità. Arrivare a Roma, come a Londra, è un’emozione della quale cibarsi, magari al termine di una stagione in cui non si è raccolto altro. 

da capo—  

Domani sera i due giovani allenatori si giocano la finale dell’Olimpico, in programma il 13 maggio, ripartendo dal grigio 0-0 del Sinigaglia, partita che ormai abbiamo tutti dimenticato dal momento che è stata giocata il 3 marzo, cioè 48 giorni fa. Non è accaduto molto a Como nel primo round, anzi quasi nulla. Ma questa è anche la ragione per immaginare che a San Siro succederà di tutto, pensando ai duelli di campionato vinti dall’Inter: in particolare l’ultimo, tornito di colpi di scena e di ribaltamenti emotivi, è stato uno spettacolo tra due squadre che non hanno fatto calcoli provando a superarsi sin dall’inizio. Osservando gli ultimi risultati non dovrebbe esserci storia, perché l’Inter viene da una serie di 3 vittorie con 12 gol segnati, mentre il Como ha incassato 2 sconfitte di fila e non vince da un mese (5-0 contro il Pisa). Eppure in una semifinale secca, senza appelli, niente si può dare per scontato. 

duello di qualità—  

È stato come se l’Inter, nel momento decisivo del campionato, avesse tirato fuori l’esperienza per tirarsi fuori dai guai e il Como, viceversa, si fosse squagliato davanti alla magnifica paura dell’ignoto: l’Europa rimane un obiettivo raggiungibile per Fabregas, che è ancora quinto in classifica e può puntare anche sul percorso di Coppa Italia per espatriare con la propria creatura; però la squadra ha smarrito spensieratezza quando ha capito che i punti cominciavano a pesare davvero e ha dovuto rinunciare quasi sicuramente allo storico ingresso in Champions. Sarebbe storica anche la qualificazione a una qualunque competizione internazionale, così come sarebbe inedito l’accesso alla finale di Coppa Italia: nel 1985-86 il sogno svanì contro la Sampdoria ai supplementari, dopo il lancio di una monetina indirizzato contro l’arbitro Redini che aveva fischiato un rigore contro il Como. È proprio sull’emozione dei rivali che l’Inter può contare per costruire un altro grande risultato che arricchisca i festeggiamenti per il ventunesimo scudetto: Cristian Chivu, accolto con diffidenza dal consesso italiano del pallone, ha dominato il campionato alla prima stagione intera su una panchina professionistica e può eguagliare il maestro Mourinho, unico allenatore a centrare l’accoppiata scudetto-Coppa Italia con la divisa dell’Inter appiccicata alla pelle. 

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preparazione—  

La doppietta in Italia non riesce da 8 anni: all’epoca fu la Juventus di Allegri a travolgere il Milan di Gattuso (4-0) nella finale dell’Olimpico dopo aver vinto lo scudetto con 95 punti. L’Inter non può arrampicarsi a una quota così alta né considera l’ipotesi di spazzare via l’eventuale avversaria dell’ultimo atto, si tratti dell’Atalanta oppure della Lazio che si affrontano mercoledì. Per il momento Chivu vuole eliminare dal torneo l’amico Fabregas, che avrebbe potuto occupare il suo posto se avesse accettato il meccanismo seduttivo azionato in estate dalla coppia Marotta-Ausilio. Lautaro invece aspetta la serata di domani per programmare il rientro pre-mondiale: sicuramente vorrà partecipare alla partita che gli consegnerà il terzo scudetto interista ma anche alla finale di Coppa che rimpinguerebbe la sua bacheca. Per i duelli con il giovane connazionale Nico Paz arrivederci all’anno prossimo: magari in un Inter-Real Madrid.