Le opere d’arte

Quante opere saranno installate?

TB, CR, GT: «In totale ci saranno diciannove opere, tra dipinti e sculture, insieme a una selezione di antiquariato che completano mobili e pezzi di design della collezione dello studio».

Come avete concepito e poi progettato l’allestimento in ambienti così caratteristici?

TB, CR, GT: «È stato un vero e proprio dialogo. Giampiero ha portato una visione ben definita, radicata nell’interior design e nella composizione spaziale, mentre Chiara ed io l’abbiamo affrontata da una prospettiva curatoriale. L’appartamento stesso offriva sia opportunità che vincoli, ha un ritmo architettonico ben definito che ha guidato la collocazione e la disposizione delle opere. Volevamo che l’allestimento desse la sensazione di uno spazio vissuto, dove ogni opera potesse occupare un’area specifica, contribuendo al contempo a una narrazione privata e coerente».

Materials at Edge installation view Simon Callery Hambledon I  courtesy 19unosunove Milano 2026 foto Billal Barak Taright

Materials at Edge, installation view: Simon Callery, Hambledon I (2017), courtesy 1/9unosunove, Milano, 2026, foto Billal Barak Taright

Qual è la vostra opera preferita?

GT: «L’opera di Simon Callery [Hambledon I, 2017, ndr] incorpora un elemento architettonico che ha catturato in modo speciale la mia attenzione. L’interazione tra tela, legno e acciaio inossidabile crea una tensione sorprendente. Sono particolarmente attratto dal suo volume scultoreo, che evoca la sensazione di un portale con un tocco futuristico».