La casa-atelier di Erwan Bouroullec tra le colline della BorgognaNel soggiorno, arredi autoprodotti e di serie, come Arba Lounge Chair per Raawii, sulla sinistra, e la piantana Emi Table di Flos; a destra, una vecchia stufa di Jøtul. Foto Philippe Thibault per Living

Where Is My Mind? cantano i Pixies, una delle band preferite di Erwan Bouroullec fin da ragazzo. La mente del designer francese ha trovato nuovo terreno fertile tra le colline di Mâcon, in Borgogna, dove i pensieri si liberano dal ginepraio e le idee fioriscono: «È in campagna che mi sento più a mio agio. Un fienile lo capisco al volo, un palazzo haussmanniano un po’ meno», scherza.

Erwan ha cambiato ritmo e dato nuova linfa ai suoi progetti nella casa-atelier La Grange, una vecchia fattoria ristrutturata insieme a Le Dévéhat Vuarnesson Architectes, che condivide con la moglie e le due figlie: «Appena arrivo, faccio una lunga passeggiata, osservo le piante, controllo il serbatoio dell’acqua e il laboratorio. Poi richiamo il bassotto, che puntualmente abbaia ai cani dei vicini contadini». Un ritorno alle origini per lui, che da bambino coltivava il sogno di diventare cantante indie nella tenuta dei nonni, agricoltori da generazioni, nei dintorni di Quimper, in Bretagna. Non è una fuga da Parigi – dove abita e ha inaugurato un nuovo studio – ma una scelta di vita.

Nel 2024, lui e il fratello maggiore Ronan hanno preso strade diverse dopo venticinque anni passati fianco a fianco, conosciuti da tutti come ‘i Bouroullec’. Una separazione professionale, consensuale e matura, nata dal desiderio di crescere individualmente. Insieme, nel 2002, idearono il rivoluzionario sistema Joyn, che ha trasformato l’ufficio in uno spazio condiviso, ispirandosi proprio alla grande table de cuisine del casale d’infanzia: «Eravamo come cavalli da corsa giovani e selvaggi. Con istinto abbiamo reagito ai problemi, raggiungendo un successo incredibile, andando oltre i nostri limiti. Il confronto, sempre e solo tra di noi, ha scatenato un’energia straordinaria che, se troppo forte, rischia di bruciarti», spiega con una metafora sull’equitazione, sua grande passione.

La casa-atelier di Erwan Bouroullec tra le colline della BorgognaUn piccolo disimpegno tra il bagno e la zona notte con gli scaffali Pier progettati da Erwan e Ronan per Hay. Foto Philippe Thibault per Living

L’intervento con lo studio LVA ha interessato l’intero complesso poderale a U con corte centrale, circondato da ettari di terra e boschi, preservando i caratteri delle tipiche costruzioni rurali con tetto a spiovente e tegole piane in terracotta. La stalla e il fienile sono stati riconvertiti in casa padronale con officina annessa, la colombaia è diventata deposito, e nell’unità adiacente abita un amico.

Mentre l’ex fossa di insilamento è diventata una piscina naturale alimentata da acqua piovana e depurata biologicamente: «La priorità era rispettare e valorizzare la memoria del luogo. Abbiamo puntato sul basso impatto ambientale, maestranze e materiali locali entro un raggio di 5 km. Questa zona è ricca di abeti Douglas da oltre due secoli».

La casa-atelier di Erwan Bouroullec tra le colline della BorgognaNella camera padronale, piantana Tolomeo di Artemide e lampada da parete Maap, Flos. Foto Philippe Thibault per Living

Il legno chiaro riveste le stanze in continuità con la pietra lasciata a vista, liberata da intonaco e vernici. Le ampie finestre sono affacciate sul giardino volutamente non coltivato. I mobili, autoprodotti e prototipi, sono semplici. Pochi quelli realizzati in serie: «La prima cosa che ho fatto è stato uno sgabello. Ora sto ultimando una scrivania e un paio di lettini da sole», dice Erwan, che incoraggia le figlie a raccogliere rami, pietre e quello che trovano nei dintorni per sperimentare.

Una creatività spontanea che prende forma nel laboratorio pieno di attrezzi da falegnameria, saldatrici e trattori: «Sono i miei giocattoli», sottolinea. Quelle rimesse sporche e disordinate dove si trova di tutto per riparare qualsiasi cosa l’hanno sempre affascinato. La ricerca è continua, il design più essenziale, radicato: «Anche in Borgogna sono sempre quello che va a letto più tardi. Non smetto mai di lavorare, è un problema. Mi piacerebbe un giorno progettare un’automobile».

La casa-atelier di Erwan Bouroullec tra le colline della BorgognaLa casa-atelier La Grange è una vecchia fattoria tra le colline di Mâcon, ristrutturata insieme agli amici Charlotte Vuarnesson e Guillaume Le Dévéhat, fondatori dello studio parigino LVA. Foto Philippe Thibault per Living

Alla formazione artistica all’ENSAPC di Cergy, Erwan ha integrato il coding, programmando software e algoritmi da autodidatta per confrontarsi con le tecnologie più avanzate. Ultimamente sta testando il Tyvek, un tessuto non tessuto simile alla carta solo nell’aspetto. Lo dipinge en plein air lasciando che il sole, il vento e la pioggia facciano il resto, oppure lo stropiccia con le mani per creare forme organiche, come ha fatto con l’enorme nuvola di luce appena entrata in produzione.

Di recente ha realizzato un sistema modulare di ripiani oversize che invita a creare allestimenti anticonvenzionali, a mente libera, improvvisati come i palchi indie rock. Il nome WIMM, acronimo di Where Is My Mind?, è un chiaro tributo ai Pixies che da maggio torneranno in tour per festeggiare quarant’anni di musica. Erwan, a 50 suonati, ci scherza su: «Non andrò a vederli, per non smettere di sentirmi un adolescente».

Living ©RIPRODUZIONE RISERVATA


La newsletter di Living: stili e tendenze per la tua casa