Aperto, chiuso, semichiuso, minato. Lo stretto di Hormuz riserva, ogni giorno, una novità. Stringe il mondo alla gola. Sparge le ansie di una guerra che può riprendere, filtra le speranze di un compromesso che sembra paradossalmente più necessario per la Casa Bianca.

Prima del conflitto lo stretto di Hormuz era aperto a tutti i traffici. Tranquillo. Oggi, come scrive sul Corriere Giuseppe Sarcina, il controllo dei passaggi marittimi è un’insperata arma in mano ai pasdaran iraniani. Prima non lo era. Un regalo di Trump.



















































Doloroso è l’effetto sulle quotazioni delle principali materie prime, non solo di petrolio e gas. La volatilità è una ghiotta occasione per le speculazioni dei trader che sono in gran parte occidentali. Straordinaria è anche la capacità di reazione dei principali attori del commercio internazionale. Cambiano le rotte. Più per l’alternanza delle quotazioni che per la durata e i costi dei trasferimenti. I giganti degli oceani stanno mostrando una flessibilità inaspettata.
Esplodono i noli e i costi delle polizze assicurative. Ricordiamo poi che quattro dei cinque più grandi operatori dello shipping mondiale sono europei.

Alessandro Giraudo (è appena uscito per Add il suo ultimo libro «Materie prime, guerre e dazi») uno degli economisti più esperti nelle materie prime, segnala quello che sta succedendo nel canale di Panama, nel quale passano circa 40 navi al giorno, anche per la rivoluzione delle rotte e per raggiungere senza problemi i mercati asiatici. Si è pagato fino a quattro milioni di dollari, anche dieci volte di più, per un passaggio prioritario. Un esempio, tra i tanti, che c’è chi guadagna (e molto), anche soprattutto se è nella condizione di prevedere lo sgranarsi pressoché giornaliero degli annunci, spesso a vuoto, o nella sterile e ripetuta indicazione delle «due settimane» per risolvere il conflitto. Ma c’è una parte non piccola dell’economia – tendiamo a sottovalutarla anche e soprattutto per il suo peso politico – che non ha alcun interesse alla fine immediata del conflitto

20 aprile 2026, 12:13 – modifica il 20 aprile 2026 | 12:43