di
Rinaldo Frignani
Nel documento informativo c’è scritto che non bisogna pagare ma rimane il nodo del rimborso che le autorità sanitarie elvetiche potrebbero richiedere al Servizio sanitario nazionale. Fatture analoghe inviate ad altri feriti italiani
Settantacinquemila euro di conto sanitario per il ricovero in terapia intensiva per quindici ore prima del trasferimento dall’ospedale svizzero di Sion a quello milanese di Niguarda. Una fattura monstre inviata nei giorni scorsi ai familiari di Manfredi Marcucci, 16enne romano rimasto gravemente ferito con altri 18 connazionali nel rogo della discoteca a Crans Montana la notte di Capodanno e amico di Riccardo Minghetti, una delle sei vittime italiane, anche lui romano. Nel documento è scritto che si tratta solo di una comunicazione informativa e che non deve essere pagata la cifra indicata, solo che rimane la portata del gesto, una mancanza di sensibilità nei confronti di persone che hanno sofferto e stanno ancora soffrendo. Documenti contabili analoghi potrebbero essere stati ricevuti anche da altre famiglie italiane coinvolte.
Il conto in questione dovrebbe essere infatti interamente pagato dal Canton Vallese, responsabile sul territorio di Crans, come da accordi presi subito dopo la tragedia. «Il 24 aprile prossimo – spiega l’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado – incontrerò i vertici del Canton Vallese per chiarire quello che sta accadendo. Le famiglie non devono pagare nulla, ovviamente, ma rimane il nodo del rimborso che potrebbe essere chiesto al Ssn italiano da parte di quello svizzero. E mi dovrò accertare che non sia fatto nemmeno questo passaggio».
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20 aprile 2026 ( modifica il 20 aprile 2026 | 16:45)
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