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Pancia gonfia che non va via con gli allenamenti o con la dieta? Non è solo una questione estetica. Potrebbe trattarsi di diastasi, una disfunzione della parete addominale. In questi casi esercizi come il “crunch” possono addirittura peggiorare la situazione, che va gestita con interventi mirati.
APPROFONDIMENTI
«Sempre più donne, dopo la gravidanza, si trovano a fare i conti con un addome che non torna come prima. Gonfiore persistente, senso di instabilità, mal di schiena. Segnali spesso sottovalutati o normalizzati, che invece raccontano qualcosa di diverso: una disfunzione della parete addominale» spiega la dottoressa Laura Petrini Rossi, fisioterapista specializzata nella riabilitazione del pavimento pelvico e nelle patologie femminili. Petrini Rossi è ideatrice del metodo Fisiodermica, un approccio integrato che unisce valutazione clinica, terapia manuale, esercizio e tecnologie avanzate per il recupero funzionale, in particolare nel post-partum e nel post-chirurgico.
Dottoressa, cosa è la diastasi?
Si tratta dell’allontanamento dei due muscoli retti lungo la linea alba, con una perdita di tensione della parete addominale.
Il risultato è il classico addome prominente, ma il punto è un altro: la funzione. Instabilità, difficoltà nella gestione delle pressioni, disturbi del pavimento pelvico sono alcuni dei sintomi che insorgono.
Come si riconosce?
Tra i campanelli di allarme troviamo spesso gonfiore persistente, senso di instabilità, mal di schiena. Spesso può presentarsi anche un’ernia ombelicale, esteticamente difficile da accettare. Una revisione pubblicata sul British Journal of Sports Medicine evidenzia come i sintomi siano più legati alla qualità della funzione muscolare che alla distanza tra i retti.
Quali sono i soggetti più a rischio?
Donne dopo gravidanze (specialmente gemellari, pluripare o sopra i 35 anni), persone obese o reduci da grandi cali di peso. Altri soggetti a rischio includono chi soffre di tosse cronica, solleva pesi eccessivi o ha una lassità congenita del tessuto connettivo.
Spesso per combattere la pancia gonfia si va in palestra ad allenare la parte addominale, perché in questi casi è inefficace?
Molte neomamme effettuano sessioni di “crunch” ossia i classici addominali in palestra nel primissimo periodo post partum, non sapendo che siano esercizi “iperpressivi”, ossia aumentano ancora di più la Pressione addominale che genera la diastasi post partum. Di conseguenza aumenta, esteticamente parlando, la pancia sporgente e non vi è risultato né funzionale né estetico. Per questo sono consigliati gli esercizi “ipopressivi”.
Come si tratta la diastasi?
Nella pratica clinica, il percorso parte sempre dal trattamento conservativo o da una preparazione prechirurgica mirata. Non si tratta di “chiudere” la diastasi con gli esercizi, ma di ristabilire un sistema. Respirazione, attivazione del muscolo trasverso e lavoro sul pavimento pelvico sono centrali. Gli studi della fisioterapista Diane Lee hanno dimostrato come la stabilità dipenda dalla sinergia tra diaframma, addome e pavimento pelvico, più che dalla forza di un singolo muscolo.
Esiste anche una soluzione chirurgica a questa problematica?
Nei casi più severi, si ricorre alla chirurgia. L’addominoplastica non è solo un intervento estetico: la plicatura della linea alba consente di ripristinare la funzione della parete addominale. Uno studio pubblicato su Plastic and Reconstructive Surgery Journal evidenzia anche un miglioramento del dolore lombare e della qualità della vita. In questi casi il postoperatorio è una fase delicata. Serve gradualità, precisione, competenza. Si riparte dalla respirazione, poi dalla mobilità, infine dal rinforzo. Anticipare i tempi può compromettere il risultato. Tra le strategie più utilizzate oggi c’è la ginnastica ipopressiva, basata su tecniche respiratorie che riducono la pressione intra-addominale. Studi pubblicati sull’International Urogynecology Journal mostrano benefici sul pavimento pelvico e sulla muscolatura profonda.
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