È tornato dopo sei mesi di infortunio e si è portato a casa il Masters di Barcellona: in cosa è migliorato e perché può essere l’uomo giusto per sfidare i due fenomeni
Arthur Fils brucia le tappe in campo e col dizionario. Rientra nel circuito dopo un infortunio lungo sei mesi, gioca una semifinale di Masters 1000 e due finali a livello 500: una la perde (ma da Alcaraz), l’altra la vince dopo una settimana esaltante, a Barcellona contro Rublev. Arthur va di fretta, anche perché ha lasciato del lavoro in sospeso: “In realtà penso di poter migliorare ancora”. A Barcellona, in un pugno di giorni, ha persino imparato un filo di spagnolo: “Hola, chicos!” ha tuonato in sala stampa, dopo il tuffo in piscina riservato ai campioni del torneo catalano. Dall’infortunio dello scorso agosto è cambiato più di qualcosina: servizio, coach, atteggiamento. Fils è tornato, e chissà che non debbano iniziare a preoccuparsi anche i piani alti del circuito.