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Un ascensore che si apre su un sogno. A soli nove anni, la vita di Pietro Serpi ha assunto contorni quasi fiabeschi. Quando ha ricevuto la chiamata per diventare Adriano ne I Cesaroni, è impazzito di gioia. La famiglia e la casa della serie, riscoperta da spettatore su Netflix, sono diventate anche sue: Claudio Amendola si è trasformato nel nonno Giulio, Matteo Branciamore nel papà Marco.
APPROFONDIMENTI
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Eppure, nonostante abbia già recitato il ruolo di Daniele Spezzacatena in Il ragazzo dai pantaloni rosa e accanto a Sabrina Ferilli nel film tv Gloria, Pietro resta un bambino normale. Mamma Elizabeth e papà Simone lo crescono lontano dai riflettori della baby star, con poche regole ma chiare: scuola, sport e tecnologia ridotta al minimo indispensabile. Lo si percepisce anche al telefono, quando risponde allegro e spontaneo, come un bambino pieno di curiosità. Sogna di lavorare alla NASA o di aiutare i senzatetto: recitare, per ora, è ancora un gioco. Ma Adriano ha già segnato il ritorno de I Cesaroni dopo dodici anni, conquistando subito il pubblico. Ha aperto la prima puntata della nuova stagione ed è stato inondato dall’amore che circonda i componenti della famiglia. E chissà che non ci prenda gusto.
Sei nato nel 2016, quando I Cesaroni avevano già fatto la storia della tv. Come li hai scoperti?
«Li ho scoperti quando sono arrivati su Netflix.
Mi piaceva tutto della serie, ero un grande fan dei vari personaggi. Per questo, quando ho scoperto di essere stato preso, ero felicissimo».
Cosa ricordi del provino?
«La prima volta che sono andato a fare il provino dal vivo c’era Claudio Amendola e non me l’aspettavo: è stata una sorpresa bellissima. Mi è stato subito simpatico, abbiamo chiacchierato parecchio e poi gli ho anche cantato una canzone un po’ rap che avevo scritto sul calcio, e si sono messi tutti a ridere. Poi sono tornato per fare una scena con Matteo Branciamore in cui dovevamo giocare alla Nintendo: a lui faceva molto ridere quando ripetevo “Scusa Claudio”, perché non avevo capito bene un’indicazione e volevo essere super preciso. È stato da subito divertente».
Che cosa hai fatto appena hai saputo che saresti stato Adriano?
«È stata una cosa divertente, perché quel giorno io e mio papà eravamo rimasti bloccati nell’ascensore del nostro palazzo. Siamo riusciti a rientrare a casa con fatica e, appena abbiamo aperto la porta, mamma era al telefono con la mia agente, che ci aveva chiamati per dirci che mi avevano preso. Io ho iniziato a correre per tutta casa, non ci ho capito più niente».
C’è qualcosa che da spettatore immaginavi completamente diversa rispetto a come l’hai trovata sul set?
«Sì. Ero piccolo quando li vedevo e credevo che si chiamassero davvero Cesaroni e che vivessero veramente in quella casa. Pensavo fosse la loro vita vera, poi ho scoperto che la casa era un set».
E invece cosa hai ritrovato proprio uguale alla tv?
«La simpatia dei personaggi che vedevo, erano proprio così anche nella realtà. Anche vedere come ha recitato Matteo la parte del papà, si vedeva già che aveva quel carattere».
Com’è stato avere Claudio Amendola e Ricky Memphis come nonni sul set?
«Claudio lo adoro. Nella vita reale e sul set è stato dolcissimo, anche nei panni di nonno Giulio. Ricky invece parlava meno, ma quello che diceva ci faceva sempre ridere: ci siamo divertiti molto».
E con il resto della famiglia Cesaroni come ti sei trovato?
«Con mia sorella Marta(interpretata da Valentina Bivona) mi sono trovato molto bene. Marta Filippi (che nella serie è mamma Virginia) i primi giorni era timida, poi piano piano si è aperta ed è stato molto bello. Con Matteo Branciamore (che fa papà Marco) abbiamo riso come matti. Lucia Ocone è una grandissima professionista ed è anche molto simpatica. Anche con zio Rudi (Niccolò Centioni), con zio Mimmo (Federico Russo), e con Walter, (Ludovico Fremont), è andata bene, anche se con loro sono stato meno. In generale sono stati tutti fantastici».
Ci sono scene che non dimenticherai mai?
«Sì, tre. Quella del mio compleanno, che è stata molto divertente. Poi una scena in cui parlavo con Marta Filippi: quando Claudio ha detto stop, lei si è commossa e ha iniziato a piangere, era una scena molto toccante. E poi il mio ultimo giorno di set, che è stato nella bottiglieria: ero dispiaciuto perché stava finendo questa avventura, ma anche la scena che abbiamo girato è stata molto emozionante».
E c’è stato anche qualche errore divertente sul set?
«Sì, una volta avevo confuso quattro scene: dicevo una battuta di una, poi una di un’altra, e nessuno ci stava capendo niente. Un’altra volta dovevo calciare una palla e per sbaglio ho colpito Matteo nelle parti intime. Ma non l’avevo fatto apposta» (ride, ndr).
Che emozione è stata vederti in tv nella prima puntata?
«È stato super emozionante, perché non sapevo bene come sarebbe stata tutta la puntata. Non avevo idea di essere subito nella prima scena. Ero agitatissimo, non trovavo pace e continuavo a muovermi finché non ho sentito la sigla. L’ho guardata con mio papà Simone, mia mamma Elizabeth e mia sorella Costanza, che ha quattro anni e dopo un po’ si è addormentata» (ride, ndr).
Il giorno dopo a scuola, come hanno reagito compagni e maestre?
«Mi hanno detto che ero stato bravo e mi hanno fatto tanti complimenti. Li vorrei ringraziare e salutare, perché non è una cosa scontata. Succede che ci sia un po’ di invidia verso chi sta in televisione, ma per fortuna le persone che mi circondano sono felici per me e io non sento questi sentimenti».
Come ti trovi a scuola?
«Abbastanza bene. Mi piace molto andare a scuola e ho voglia di studiare, quindi mi viene bene. La mia materia preferita è matematica».
E fuori dal set, che bambino è Pietro Serpi?
«Molto dolce e simpatico. Mi piace parlare con le persone, sono molto curioso. Faccio una vita da bambino normale: il pomeriggio gioco a calcio e vado a nuoto due volte a settimana. Mi piace leggere romanzi e fumetti, ultimamente quelli di Roald Dahl. Amo giocare con i Lego e mi piace anche collezionare cose, in questo periodo sono in fissa con le carte Pokémon. E poi mi piace lavorare sulle mie idee, per esempio adesso sto progettando un rover».
Com’è stato accorgerti che così tante persone volevano bene già alla famiglia de I Cesaroni?
«I primi giorni ero molto emozionato. Mi sto rendendo conto di quante persone vogliono bene ai nostri personaggi e quindi anche a noi attori. Poi sono riuscito a prenderla con più leggerezza».
Hai già recitato in altri progetti importanti: ti vedi attore anche da grande o per ora lo vivi come un gioco?
«Per ora lo vivo come un gioco e mi diverto. La mia idea era di fare l’astrofisico o l’ingegnere astronautico, per progettare i razzi per la Nasa, oppure lavorare su qualche progetto per aiutare i senzatetto. Però, se continua a piacermi così tanto recitare, non lo escluderei».
Qual è la cosa che ti sta piacendo di più di questo lavoro? E ce n’è una che ti piace meno?
«Mi sta piacendo tutto, sono troppo felice. Non c’è qualcosa che non mi piace. Se devo sceglierne una, la cosa più bella è aver conosciuto tutti questi grandi attori, che mi hanno trasmesso moltissime cose belle».
Nella serie Adriano racconta la famiglia Cesaroni con i suoi vlog, ma gli viene concessa solo mezz’ora di telefono al giorno. Tu che rapporto hai con tecnologia e videogiochi?
«In realtà guardo solo i cartoni la mattina mentre faccio colazione e i film o le serie che mi permettono i miei genitori. Ho tanti passatempi, quindi tv e videogiochi passano in secondo piano. Anche noi abbiamo delle regole: posso fare una partita alla Nintendo a settimana, dieci minuti a Fifa. Non ho un telefono mio e per ora non lo voglio neanche. Ho solo uno smartwatch per chiamare e ricevere telefonate quando vado al mare».
Ti piacerebbe fare altre stagioni come Adriano?
«Altre mille. Le vorrei fare all’infinito».
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