L’ironia di Fazio sta tutta nella formulazione di domande a raffica che, oltre a non dare a De Martino il tempo di rispondere, dimostrano anche un po’ di sana satira verso il mondo del giornalismo di spettacolo che, chissà perché, a Sanremo sembra sempre che stia trattando di negoziati di pace e di operazioni a cuore aperto anziché di musica e intrattenimento. Fazio che chiede a De Martino prima perché abbia scelto solo 20 canzoni e poi perché ne abbia selezionate 40; che chiede prima perché affidarsi solo a vallette italiane e poi solo a vallette straniere, e che domanda perché i fiori vengono dati sia ai cantanti che alle cantanti e poi solo alle cantanti è una delle idee più originali e fresche che Che tempo che fa abbia mai messo sul tavolo da un po’ di tempo, capace di far brillare Fazio come l’intrattenitore che in fondo è sempre stato ma anche di dimostrare quanto De Martino sia talmente bravo e talmente furbo da non farsi mai cogliere impreparato. Neanche di fronte alla schizofrenia di certe domande che, con molta probabilità, al prossimo Sanremo gli saranno rivolte per davvero.

Stefano De Martino

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