di
Sara Gandolfi
La sparatoria nel famoso sito archeologico precolombiano. Il responsabile, che si è ucciso, identificato come Julio Cesar Jasso, 27 anni, messicano. La persona ferita più giovane ha 6 anni, la più anziana 61
Terrore tra le piramidi di Teotihuacán, uno dei luoghi turistici più visitati e iconici del Messico, a meno di due mesi dal fischio d’inizio dei Mondiali di Calcio. Un uomo armato, salito quasi in cima a uno dei monumenti storici del sito archeologico precolombiano, ha aperto il fuoco a sangue freddo verso i turisti: il bilancio provvisorio è di due morti, una cittadina canadese di 32 anni e il cecchino che si è suicidato, e 13 feriti, tra cui diversi stranieri e almeno due minorenni. Non risultano italiani tra le vittime.
Sui social circolano diversi video girati dai numerosi testimoni presenti sul posto. Scene raccapriccianti in cui si vedono diversi turisti rannicchiati a terra accanto ad un uomo armato di revolver in cima alla Piramide della Luna, che all’improvviso si mette a sparare contro di loro. Una, due, tre volte… Un durissimo colpo d’immagine per il Messico che si appresta ad accogliere cinque milioni di viaggiatori per i Campionati mondiali di calcio, di cui è co-organizzatore assieme a Stati Uniti e Canada.
Soltanto due mesi fa, buona parte del Paese era stato messo a ferro e fuoco dai membri del Cartello Jalisco Nuova Generazione dopo la morte del loro leader, il narcotrafficante “El Mencho”, durante una operazione di polizia il 22 febbraio scorso. Ne era seguita un’ondata di violenza senza precedenti, con blocchi stradali, incendi e scontri in almeno 20 stati, provocando oltre 26 morti, tra cui agenti delle forze dell’ordine. In seguito, la presidente del Messico Claudia Sheinbaum aveva assicurato che il Paese era sicuro.
Il responsabile dell’attacco al sito archeologico di Teotihuacán, avvenuto lunedì 20 aprile, è stato identificato come Julio Cesar Jasso, 27 anni, messicano. Secondo le prime ricostruzioni era un estremista di destra, fanatico di Hitler. I video girati dai testimoni che si trovavano alla base della piramide lo ritraggono mentre passeggia avanti e indietro, davanti al gruppo di turisti buttati al suolo accanto a lui. Julio César si accovaccia su una borsa, probabilmente estrae le cartucce, e poi, pistola in mano, torna dove giacciono terrorizzate le sue vittime designate.
Il cecchino alza l’arma verso il cielo, sembra quasi che stia recitando una macabra parte, poi la punta verso le persone distese a faccia in giù, e spara, a brevi intervalli. Ne colpisce almeno otto. Altri turisti si feriscono fuggendo tra gli alti scalini in pietra.
Le autorità sostengono che Jasso è poi morto per una ferita da arma da fuoco autoinflitta, ma alcuni video mostrano i membri della Guardia Nazionale che gli danno la caccia. Si sentono colpi di fucile, e poi il silenzio.
Il quotidiano messicano Milenio spiega che Jasso aveva pubblicato in rete alcune sue foto mentre faceva il saluto nazista. Il 20 aprile è il giorno della nascita di Hitler ma anche l’anniversario della strage del 1999 alla Columbine High School in Colorado, negli Stati Uniti, dove due studenti uccisero con fucili d’assalto 12 compagni di classe e un insegnante.
E Jasso indossava una maglietta con lo slogan «Disconnect & Self-Destruct» (Disconnettiti e autodistruggiti), diffusa nella True Crime Community, di cui facevano parte i killer di Columbine.
Gli agenti di sicurezza hanno trovato una pistola, un coltello e munizioni. Il governo dello Stato del Messico ha confermato il 27enne ha agito da solo, al momento dunque non ci sarebbe alcun complice legato alla tentata strage.
Il governo locale ha dichiarato che diversi turisti sono caduti quando sono iniziati gli spari, alcuni mentre stavano salendo sulle piramidi. Tra le persone ricoverate in ospedale per le cure ci sono sei americani, tre colombiani, un russo, due brasiliani e un canadese. La persona ferita più giovane ha 6 anni, la più anziana 61.
La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha commentato su X: «Quanto accaduto oggi a Teotihuacan ci addolora profondamente. Esprimo la mia sincera solidarietà alle persone colpite e alle loro famiglie. Siamo in contatto con l’Ambasciata canadese. Ho incaricato il Gabinetto di Sicurezza di indagare a fondo su questi eventi e di fornire tutto il supporto necessario».
21 aprile 2026 ( modifica il 21 aprile 2026 | 09:49)
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