Nonostante l’assist a Verona e le nove reti in A, Rafa continua a faticare da prima punta, il ruolo in cui lo vede Allegri nel suo 3-5-2
Giornalista
21 aprile – 11:42 – MILANO
Croce e delizia, criticato ma decisivo. Il pomeriggio veronese di Rafael Leao è la sintesi della sua stagione sulle montagne russe, tra gol e infortuni, alti e bassi. Al Bentegodi, l’attaccante portoghese del Milan ha firmato la giocata più bella della partita, il perfetto assist per Rabiot che ha regalato i tre punti alla squadra di Massimiliano Allegri. Il tecnico rossonero, però, lo ha tolto dopo poco più di un’ora, lasciando basito lo stesso Rafa, che ha chiesto garbatamente spiegazioni. “In 12 non si può giocare”, la risposta furba di Max nel post gara. Al posto di Leao è entrato Santiago Gimenez, che non ha particolarmente brillato. Ma perché a uscire è sempre il numero 10?
Altalena—
Rafa, si sa, è tormentato dalla pubalgia da mesi. Eppure, nel girone di ritorno ha giocato tutte le partite tranne quelle con Bologna (è rimasto in panchina per 90’) e Torino (non convocato). Spesso ha stretto i denti, di sicuro non ha potuto performare al meglio, per giunta in un ruolo – il centravanti – che non è propriamente il preferito del portoghese. Il gol manca a Leao dall’1 marzo, quando realizzò il 2-0 nei minuti di recupero con la Cremonese. E il rendimento – va detto – a volte è stato deludente, come nell’ultima a San Siro contro l’Udinese, quando i tifosi del Milan lo hanno fischiato sonoramente. Rafa divide da sempre e se il Diavolo non vince, spesso finisce al centro del ciclone. Ma anche in via Aldo Rossi i dubbi non mancano. Leao è il capocannoniere del Milan in campionato (9 gol) ed è ritenuto – con Pulisic – l’unico attaccante in grado di risolvere le partite con uno spunto individuale. Allo stesso tempo, il suo apporto in fase difensiva è troppo deficitario per obbligare Allegri a spostarlo all’ala e il suo contributo da ‘nove’, specialmente quando c’è da far salire la squadra e fare a sportellate con i centrali avversari, ritenuto dai più non ancora all’altezza di un centravanti da Milan.
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Futuro—
Queste ultime considerazioni lasciano ombre sulla permanenza in rossonero del numero 10. Il suo contratto scade nel 2028, ma mai come adesso il Diavolo e Rafa sono così distanti l’uno dall’altro. Perché il Milan non lo considera incedibile e lo stesso Leao potrebbe per la prima volta aprire seriamente a un trasferimento, favorito magari da un bel Mondiale con il Portogallo come vetrina. Al momento, però, di offerte concrete non ce ne sono ancora. Solo voci, come quella sul Barcellona. I blaugrana non sembrano intenzionati a riscattare Rashford dal Manchester United e potrebbero virare su Rafa. Già, ma a che prezzo? Difficile dirlo. Ciò che pare scontato è che il Milan non possa pretendere la cifra di qualche anno fa, quando fu posta una clausola rescissoria da 175 milioni di euro e sotto i 100 la trattativa non sarebbe nemmeno partita. A fine giugno, il residuo a bilancio di Leao ammonterà a poco più di 11 milioni. Ogni euro sopra tale cifra sarà di pura plusvalenza. Soldi che potrebbero servire nella caccia a un vero centravanti di ruolo. Ma se il portoghese dovesse rimanere? Probabile che Allegri continui a utilizzarlo da centravanti nel 3-5-2.
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