di
Mara Gergolet
Merz convoca l’organismo nato per occuparsi delle minacce più gravi al Paese. Berlino si scopre priva di un piano aggiornato sulle riserve di carburante: e mentre i prezzi aumentano, Lufthansa si prepara alla possibilità di dover tagliare i voli tra città per le quali esiste un collegamento ferroviario
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BERLINO – La situazione del carburante è così delicata in Germania, e così strategica, che Friedrich Merz vuole convocare «a breve» il Consiglio di sicurezza nazionale per consultazioni sulla crisi energetica. Lo ha annunciato lui stesso, senza peraltro fornire dettagli.
«Il nostro obiettivo è chiaro: l’economia tedesca e i cittadini devono poter fare affidamento sul fatto che la fornitura di prodotti essenziali, come diesel, benzina e carburante per aerei, resti garantita», ha dichiarato Merz già domenica scorsa a Hannover. Al momento la situazione è «tesa», ma l’approvvigionamento è assicurato. «Nel caso in cui la situazione dovesse aggravarsi, siamo preparati a intervenire».
In mattinata, l’agenzia Reuters ha dato in esclusiva una notizia che, se confermata, accelera la crisi e creerà forti pressioni su Berlino. La Russia si appresta a interrompere le esportazioni di petrolio dal Kazakistan verso la Germania attraverso l’oleodotto Druzhba a partire dal 1° maggio. Reuters ha parlato con tre diverse fonti sotto condizione di anonimato: un calendario aggiornato delle esportazioni di petrolio sarebbe già stato inviato alle due capitali.
Un blocco dei flussi kazaki aumenterebbe ulteriormente l’incertezza sull’approvvigionamento di carburante in Germania, mentre la guerra con l’Iran interrompe le spedizioni energetiche dal Medio Oriente, pochi anni dopo che i decennali legami energetici di Berlino con la Russia erano stati sconvolti dalla guerra in Ucraina. Particolarmente colpita sarebbe proprio la regione di Berlino e il nord del Paese.
Le esportazioni di petrolio kazako verso la Germania attraverso il Druzhba hanno raggiunto 2,146 milioni di tonnellate nel 2025 — circa 43.000 barili al giorno — con un aumento del 44% rispetto al 2024, e 730.000 tonnellate nel primo trimestre del 2026. Un’interruzione totale eliminerebbe circa il 17% dei fino a 12 milioni di tonnellate annue lavorate dalla raffineria PCK Schwedt, una delle più grandi del Paese, situata nella città nord-orientale di Schwedt, i cui prodotti alimentano 9 auto su 10 nella regione Berlino-Brandeburgo.
Merz ha convocato il Consiglio di sicurezza nazionale prima che si diffondesse la notizia dell’agguato energetico russo. Indiscrezioni parlano di una riunione già domani.
Si tratta di un organismo nuovo, creato da Merz dopo il suo insediamento ad agosto, che si occupa solo delle minacce più gravi al Paese o delle crisi sistemiche. Finora è stato convocato una sola volta, a novembre, per adottare un piano d’azione contro le minacce ibride, provenienti soprattutto dalla Russia.
«Per noi è chiaro: la sicurezza degli approvvigionamenti ha per la Germania la massima priorità», ha detto Merz domenica a Hannover, sottolineando che per garantire la stabilità verranno utilizzati «tutti gli strumenti disponibili».
Il prezzo del carburante è schizzato alle stelle in Germania, come altrove, chiamando il governo a intervenire: intanto, i prezzi possono aumentare solo una volta al giorno, ma si discute come tagliare le accise, e il governo pare intenzionato a farlo in tempi brevi. Sul confine polacco si formano code perché i tedeschi vanno a fare rifornimento nel Paese vicino, con costi leggermente inferiori.
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Complicata la situazione negli aeroporti. Lufthansa ha comunicato che è pronta a sospendere i Cityliner, i collegamenti tra città — per i quali c’è l’alternativa del treno — lasciando il cherosene per le rotte più importanti. Soprattutto, la Germania si è resa conto di non avere un piano aggiornato sulle riserve di carburante, e neppure una roadmap su come intervenire in questi casi.
Per questo, di pari passo con la convocazione del Consiglio di sicurezza nazionale si vuole avviare uno stretto lavoro con le regioni, i Länder, che in Germania hanno ampi poteri. I ministri-presidenti, ossia i «governatori» della SPD, hanno scritto una lettera a Merz: chiedono una conferenza straordinaria con il governo federale. Alla luce dell’aumento dei prezzi dei carburanti, e del rischio di carenze anche per altri beni, si legge, sono necessarie con urgenza consultazioni a livello politico di vertice su «questioni fondamentali della sicurezza energetica» e dei prezzi. E fanno un riferimento esplicito al Covid, in cui questo genere di risposte coordinate si è rivelato efficace.
La preoccupazione per il carburante è diventata da settimane il problema centrale per il governo. Secondo un sondaggio YouGov pubblicato lunedì, il 58 per cento delle persone in Germania si è detto almeno in parte preoccupato per una possibile carenza di cherosene: di questi, il 17 per cento degli intervistati è molto preoccupato che venga a mancare, il 41 moderatamente. Solo il 32 per cento afferma di sentirsi tranquillo. Ma il sondaggio è stato condotto la scorsa settimana, prima delle ultime novità.
Sull’interruzione del petrolio dell’oleodotto Druzhba sia il Cremlino sia il governo tedesco per ora non hanno commentato, né dato risposta alle richieste d’informazioni della Reuters.
21 aprile 2026 ( modifica il 21 aprile 2026 | 15:09)
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