di
Maria Strada
Una cinquantina di calciatori di serie A risultano coinvolti nei party a base di gas esilarante, il protossido d’azoto che è di moda nei locali: inebriante, economico e invisibile ai test antidoping, può causare serie paralisi
Una cinquantina di calciatori di squadre di serie A, sia di Inter e Milan che di formazioni ospiti, in trasferta a Milano, risulta coinvolta in uno scandalo a base di escort e di sballo con il gas esilarante nei dopo partita. Una situazione che, raccontano alcune delle persone coinvolte, si è verificata anche durante la pandemia e in pieno lockdown. Ma che cos’è questo gas esilarante, il protossido d’azoto, i cui effetti sono noti fin dal Settecento?
È il gas che normalmente viene usato come anestetico in sala operatoria o dal dentista, ma anche nelle bombolette spray ad uso alimentare, come quello della panna. Eppure, dai laughing party delle feste passate, era caduto in disuso. Negli ultimi anni è tornato di moda come droga dei locali alla moda: inebriante, economico, e — dettaglio non secondario per gli sportivi che vivono sotto la lente dei controlli — invisibile ai test antidoping. I primi casi noti nel mondo del calcio risalgono a qualche anno fa, come nel caso di Dele Alli, ex promessa inglese che ha militato anche nel Como.
Anche se non costituisce materia da doping, il protossido d’azoto, sigla chimica N2O, è un gas incolore, con un ‘odore lievemente dolciastro, che, se inalato, provoca rapidamente euforia, senso di leggerezza, distacco dalla realtà e risate incontrollabili. Gli effetti non sono comunque duraturi, pochi minuti al massimo. Nelle discoteche e nei locali à la page, si possono trovare bombolette di alluminio — acquistabili online — e i normali palloncini da gonfiare: il gas viene appunto usato per gonfiarne qualcuno da cui poi si inala il protossido d’azoto. L’inalazione diretta è molto pericolosa perché il gas è conservato a temperature fino a 55 gradi sotto zero.
I rischi, a parte quello di ustioni potenzialmente letali in caso di inalazione diretta, vanno fino alla paralisi perché il protossido d’azoto interagisce con la cobalamina, la vitamina B12, che è indispensabile per la produzione della guaina mielinica che riveste le fibre nervose. Ossidando la cobalamina, il protossido d’azoto può causare una neuropatia progressiva che inizia a provocare formicolii alle mani e ai piedi e può arrivare a indebolire i muscoli, fino alla paralisi.
Nel 2023 l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze segnalava che il gas esilarante — in slang hippy crack —era la seconda droga ricreativa più diffusa tra i giovani dai 16 e ai 24 anni (dopo la cannabis che, però, è rilevabile e sanzionata dall’antidoping). In Olanda e nel Regno Unito l’uso ricreativo è proibito. In Italia il farmaco ha l’obbligo di prescrizione come analgesico di fascia C, ma il mercato delle bombolette online è difficile da controllare.
21 aprile 2026
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