di
Giusi Fasano

Rimossi dal servizio di combattimento e 30 giorni di carcere per il militare dell’Idf che ha distrutto la statua e il compagno che l’ha filmato

DALLA NOSTRA INVIATA
TEL AVIV – Rimozione dal servizio e 30 giorni di carcere. È la punizione decisa e annunciata dalle Forze di Difesa israeliane (Idf) per il soldato che l’altro giorno ha profanato una statua di Gesù nel Sud del Libano — abbattendola con una mazza — e dell’altro militare che ha filmato l’accaduto.
Tutti e due i soldati sono stati, appunto, congedati dal servizio di combattimento e saranno sottoposti a detenzione militare per i 30 giorni decisi dal provvedimento dei vertici dell’esercito. 

«Le truppe rimaste sul posto sono state convocate per un colloquio di chiarimento che si terrà in seguito, dopo il quale verranno prese ulteriori misure a livello di comando», dice la nota dell’Idf.



















































«L’inchiesta ha stabilito che la condotta dei soldati si è completamente discostata dagli ordini e dai valori delle Forze di Difesa Israeliane» è la dichiarazione dell’esercito riportata dal Times of Israel.

Ieri sera i risultati dell’indagine sono stati presentati al comandante della 162ª Divisione, il generale di brigata Sagiv Dahan, responsabile del settore in cui si è verificato l’incidente. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che Dahan ha accettato i risultati e le raccomandazioni dei comandanti.

E, sempre l’Idf, afferma che «le procedure relative al comportamento da tenere nei confronti delle istituzioni e dei simboli religiosi sono state ribadite alle truppe prima del loro ingresso nelle aree interessate e saranno ribadite nuovamente a tutte le truppe presenti nella zona in seguito all’incidente».

L’indagine — scrive il Times of Israel — è stata presentata anche al Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), il Tenente Generale Eyal Zamir, e al Comandante del Comando Nord, il Maggiore Generale Rafi Milo. Zamir «ha condannato l’incidente e ha affermato che costituisce una condotta inaccettabile e una mancanza morale, che va ben oltre qualsiasi standard accettabile».

I fatti, lo ricordiamo, erano avvenuti nel villaggio cristiano di Debl, nel libano meridionale. La fotografia della statua di Cristo abbattuta e del soldato che stava per frantumare la sua testa con la mazza, in poche ore aveva fatto il giro del mondo e il pieno di indigrazione.

Il caso è andato ben oltre i confini militari, con dichiarazioni di condanna dal mondo politico, diplomatico e religioso. L’Idf aveva promesso una inchiesta rapida e una punizione severa. E così ha fatto.

21 aprile 2026 ( modifica il 21 aprile 2026 | 17:55)