CREMONA – Pace fatta tra Torrazzo Malagnino e Corona all’indomani dei gravi episodi del post partita della gara playoff di pallavolo femminile di terza divisione. Le due società si sarebbero chiarite, prendendo posizione su quanto successo negli spogliatoi della palestra comunale di Malagnino.
«Una riconciliazione fra due società che sono sempre andate d’accordo – spiega Maurizio Dossena, dirigente ed ex presidente della Polisportiva – e che hanno assolutamente intenzione di continuare su questa strada. Quanto successo negli spogliatoi è deplorevole, la società Corona ha fatto un passaggio interno anche con le loro ragazze e ha preso posizione, condannando fermamente il gesto. Devo ammettere che la dirigenza e i vertici hanno dimostrato grande sensibilità e soprattutto la ferma volontà di recuperare sia nei nostri confronti che dell’amministrazione comunale».
Domenica pomeriggio, dopo una partita che già aveva preso una piega particolarmente tesa e nervosa, le ragazze ospiti hanno lasciato bagni e spogliatoi «in condizioni pietose con carta igienica ovunque e anche assorbenti femminili in bella vista», mentre il vice allenatore del Corona, espulso dal match, secondo alcuni testimoni avrebbe rotto una sedia di plastica che era fuori dalla palestra. «La gara aveva già innescato un po’ di nervosismo e tensione, ma come è normale che sia visto che comunque ci si gioca una buona parte di stagione. Detto questo, la deriva che ne è conseguita non è in alcun modo giustificabile, i ragazzi e le ragazze devono imparare a gestire la tensione. La società Corona ha parlato con la squadra, ha stigmatizzato l’accaduto e tutti sono pronti a chiedere scusa formalmente alla nostra società e anche al Comune. Insomma l’episodio è stato sì grave, ma plauso alla loro presa di responsabilità».
Anche il vice sindaco Donato Losito, intervenuto sull’episodio in quanto la palestra è comunale, aveva semplicemente auspicato la restituzione della sedia nuova accompagnata da scuse sincere. «So che le società si sono sentite e non entro nel merito delle loro dinamiche, ma ribadisco che vorrei una sedia nuova ma soprattutto le loro scuse. Questo è quello che mi preme perché è l’unica cosa che conta in questa vicenda».
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