Una volta il bomber era un latin lover, ora ci si riduce a scorciatoie squallide e annoiate
Una sera del ’68, Franco Simoncini, cameriere, si presenta allo storico Teatro Verdi di Firenze, dove è in scena la compagnia di Macario. Tra le soubrette del varietà c’è anche una giovane e bellissima Raffaella Carrà. Franco riesce a incontrarla: “Mi chiamo Roberto Boninsegna, sono il centravanti del Cagliari e della Nazionale. Ci tenevo a conoscerla e a invitarla a cena”. Il cameriere mitomane assomiglia all’originale come una goccia d’acqua. La cena va in porto. Poi il cameriere va lungo perché annuncia ai giornalisti le nozze con la Raffa. Comprensibilmente la Ilde, fidanzata conosciuta ai tempi mantovani dell’istituto commerciale, chiede lumi a Bonimba che tuona la smentita e tutto finisce in tribunale.
triste apocalisse—
Gli eroi del calcio un tempo seducevano anche per interposta persona. Soprattutto i bomber, straripanti di forza e di salute, acclamati e venerati. Nathalie, Fernanda, Vanessa, Elisabetta… Bobo Vieri ha compilato un invidiatissimo calendario Pirelli che copriva tutto l’anno, mezze stagioni comprese. Il suo amico Pippo Inzaghi era più inesorabile fuori dall’area che dentro. “Nadel” Bianchedi fidato osservatore di Arrigo Sacchi, iconico dongiovanni romagnolo, spiegava: “Perché vado alla balera con gli zoccoli? Per dare un vantaggio alla concorrenza. Mi vestissi bene anch’io, sarebbe troppo facile…”. L’antica arte della seduzione galante. Dov’è finita? E il rispetto per le donne? Calciatori a processo per stupro o coinvolti in un’inchiesta su un giro di escort. L’amore strappato con violenza o pagato e ordinato su cataloghi da room-service. Scorciatoie non inedite, squallide e annoiate. La più triste delle Apocalissi.