Firenze, 19 aprile 2026 – Un film che, per certi versi, è diventato una poesia. Di quelle che si recitano a memoria. “Il ciclone” compie 30 anni ma in Toscana rivive ogni giorno grazie alle sue battute indimenticabili. Il capolavoro firmato Leonardo Pieraccioni, è infatti rimasto nel cuore e nella memoria dei più grazie agli scambi ironici, e mai scontati, tra i suoi protagonisti. Ritmo, comicità, cuore: una ricetta indelebile per le migliaia di persone che in tutto questo tempo hanno visto, rivisto e rivisto ancora un film che nel 1996 è stato campione di incassi. 

Lorena Forteza e Leonardo Pieraccioni in una scena del film

Lorena Forteza e Leonardo Pieraccioni in una scena del film

I protagonisti

Vita che scorre lenta, giorni uguali l’uno all’altro, una quotidianità fatta di lavoro e routine di paese dove, come dice lo stesso Pieraccioni (Levante) nel film: “Si fa presto a diventare personaggi”. Ognuno caratterizzato e rimasto memorabile nell’immaginario degli spettatori: Sergio Forconi che interpreta Osvaldo Quarini, padre di Libero (Massimo Ceccherini), Levante (Leonardo Pieraccioni) e Selvaggia (Barbara Enrichi), Paolo Hendel (Pippo, il meccanico), Tosca D’Aquino (Carlina, l’erborista), Alessandro Haber (Sergio Naldone, il manager) e le indimenticabili ballerine di Flamenco che insieme rappresentano la potenza del “ciclone che passa, piglia e porta via”. Caterina, Lorena Forteza, la protagonista rappresenta proprio l’essenza di questo messaggio. E poi Giuliano Grande con la sua indimenticabile esclamazione: “Che ce l’hai il gratta e vinci te?”. Volti, ma anche voci: una su tutte quella di Mario Monicelli prestata a Gino Quarini, il nonno al quale Levante è affezionatissimo. “Ginoooo, domani vo in Spagna” e dalla finestra la risposta liberatoria: “Olèèèè”, un passaggio rimasto alla storia.

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Le frasi memorabili

Levante, giovane ragioniere sfortunato in amore dipinge così il quadretto familiare: “Libero, Levante e Selvaggia: a scuola ci pigliava per il c… anche il bidello!”

“No, errores, questo no es agriturismo, esto es… casolar de noattri!” come dimenticare la reazione di Pieraccioni all’arrivo delle ballerine di Flamenco. Uno spagnolo stentato ricco di comicità sul quale Ceccherini piazza il colpo da maestro in toscanaccio rincarando la dose di risate: “Icché vu fate voi qui?”

E sempre Libero, indimenticabile: “Do los ramatos!” e “Tappami Levante, tappami”; Selvaggia: “Ola, ola, ola vo a dormire nell’aiola” e Carlina al ristorante: “Buonasera a tutti, spagnoli e non!”

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L’anniversario: il film compie 30 anni

“Ci si vede il 16 maggio a Laterina che devo ringraziarvi di tutto il bene che dopo 30 anni volete ancora a questo film… oleeè!”, ha scritto il regista sui suoi canali social estendendo l’invito a tutti i suoi fan. Una serata da non perdere per ricordarsi che: “Il ciclone, quando arriva, ‘un t’avverte. Passa, piglia e porta via. E a te ‘un ti resta che rimanere lì, bono, bono a guardare e a capire che se ‘un fosse passato, sarebbe stato parecchio, ma parecchio peggio”.