Le tappe al di sotto del circuito maggiore sono cresciute a dismisura nel nostro Paese: erano otto nel 2000. Tutto fa parte del piano federale di promuovere il tennis sul territorio e agevolare la crescita dei talenti azzurri. La prossima settimana il super Challenger di Cagliari


Marco Iaria

Giornalista

22 aprile – 11:32 – MILANO

Gli Internazionali, le Atp Finals, le Final 8 di Coppa Davis. E poi c’è il tennis duro, genuino, formativo dei circuiti minori. L’Italia sta occupando tutti gli spazi possibili del calendario. È un piano strategico, portato avanti dalla Fitp di Angelo Binaghi, con il duplice obiettivo di promuovere lo sport della racchetta sul territorio e offrire una vetrina competitiva ai talenti locali. In attesa che dal 2028 parta il torneo 250 sull’erba, grazie all’acquisto della licenza di Bruxelles, quest’anno verrà aggiornato il record del numero di tappe Challenger, il circuito che sta al di sotto del tour maggiore. Siamo saliti a quota 22, due in più dell’anno scorso, che già aveva fatto segnare un primato. E sarebbero state 23 se gli organizzatori di Bergamo non avessero chiesto e ottenuto dall’Atp lo spostamento da novembre a febbraio (a questo punto nel 2027), con contestuale upgrade alla categoria 125. 

trend—  

La crescita è stata graduale e inarrestabile. Basti pensare che nel 2000 si giocarono otto Challenger dalle nostre parti. Ora siamo a quasi il triplo. La diffusione dei tornei dei circuiti minori sul territorio è una delle chiavi del “modello Italia”, favorita non a caso dalla Federazione, che investe annualmente oltre 10 milioni per supportare i circoli nell’organizzazione di Challenger, Itf (ex Futures), W125 (l’equivalente dei Challenger nel tour femminile) e W15, W35, W50, W75. Vengono anche offerti know-how, strutture e forniture e, in cambio, la Fitp si assicura un numero adeguato di wild card da riservare ai giovani azzurri più interessanti. L’Italia è in prima linea sia nei Challenger sia nei W125, che il circuito Wta sta spingendo molto ultimamente, concedendo una decina di date al nostro Paese. 

Gazzetta digital + Box Panini + Album a soli 80€, il modo più veloce e conveniente per completare la collezione!

mappa—  

Quanto ai Challenger, martedì 28 comincerà il 175 di Cagliari, l’unico super Challenger italiano (ce ne sono sei in tutto il mondo). Quest’anno si giocherà nel rinnovato impianto comunale del Tennis Club di Monte Urpinu, oggetto di un intervento di riqualificazione da 4,8 milioni di euro, grazie ai fondi del Pnrr destinati allo sport e all’inclusione sociale. “La sua collocazione tra Madrid e Roma e il suo livello di montepremi, peraltro in questo momento di grande successo del tennis in Italia, garantiscono al torneo un alto livello di partecipazione”, spiega Binaghi, che a Cagliari è di casa. In passato, da qui, sono passati Musetti, Shelton, Fritz. L’entry list è di lusso: sono iscritti, tra gli altri, Cobolli, Darderi e Berrettini. Chiaramente la loro presenza dipenderà dai risultati di Madrid. Nel calendario 2026 spiccano, inoltre, sette prove 125: Napoli e Monza (promosso di categoria) si sono già giocate; tra giugno e ottobre toccherà a Perugia, Parma (ex Sassuolo), San Marino (con cui la Fitp ha in corso una collaborazione), Genova e Olbia. La mappa dei Challenger italiani si è arricchita quest’anno di nuove città, tutte in Romagna: Cesenatico, Cervia e Cattolica.