Il portiere spagnolo protagonista assoluto del match, soprattutto nel finale. Dopo l’incidente di ottobre, costato la vita a un 81enne, si è affidato a uno psicologo. Ma non solo
Giornalista
22 aprile – 13:06 – MILANO
Josep Martinez ha coltivato l’arte del silenzio e ne ha fatta una virtù, una forza, soprattutto dopo aver fatto a cazzotti col caos dentro di sè. Dietro la finale di Coppa Italia arpionata dall’Inter ci sono anche le mani del portiere spagnolo, capace di neutralizzare tre occasioni comasche e tenere viva la banda Chivu fino all’ultimo gong. È stato decisivo su Baturina nel primo tempo – un intervento di… braccio -, su Caqueret nel finale e soprattutto su Diao nella ripresa, poco dopo il gol del 2-1 di Calha. Se il Como avesse calato il tris, la partita sarebbe finita lì, con Fabregas in finale di Coppa Italia per la prima volta.
la ripresa di martinez—
E invece no: sulla strada verso Roma, ardua e tortuosa, s’è piazzato Martinez da Alzira, cittadina vicino Valencia, capace di fermare le truppe comasche già in cammino verso la Capitale. Una prova importante, di spessore, dove ha riscattato anche l’errorino sul secondo gol. Inutile nascondersi: gli ultimi mesi di Martinez non stati facili. Argomento spinoso, difficile da affrontare, perché coinvolge due famiglie: quella di Josep, rimasto comprensibilmente scioccato dall’incidente e tuttora indagato per omicidio stradale, e quella di Paolo Saibene, l’ottantunenne investito dallo spagnolo mentre si stava spostando a bordo strada con la sua carrozzina elettrica. Subito dopo l’incidente, avvenuto sulla strada per Appiano il 28 ottobre, la società gli ha affidato uno psicologo di fiducia per parlo parlare, sfogare, perché da un momento così non ci si può riprendere in fretta. Lui, inizialmente scioccato, s’è ripreso col lavoro quotidiano e la vicinanza incondizionata da parte dei compagni, dello staff e di Chivu, che ne ha parlato in più di un’occasione: “È un momento difficile per lui, noi lo aiutiamo e pensiamo anche alla famiglia della persona scomparsa. Riguardo Martinez, stare insieme al gruppo può fargli bene”. E così è stato.
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i compagni—
La squadra s’è stretta fin da subito intorno a lui. Gli è stata vicino e l’ha aiutato a non pensare. Dopo il successo contro il Cagliari, dove Martinez è tornato a giocare titolare in Serie A dopo sette mesi, Barella gli ha dedicato un pensiero: “Gli faccio i complimenti, si meritava una partita così dopo un periodo difficile. Con noi è sempre stato disponibile”. Quest’anno ha giocato dal 1’ tre partite in campionato, quattro in Coppa Italia e una in Supercoppa Italiana. Ha tenuto la porta inviolata in tre occasioni su otto. Contro il Como ha incassato due reti, ma poi ha alzato la guardia nel momento decisivo. A Roma, contro la vincente tra Atalanta e Lazio, dovrebbe giocare lui, ma Chivu ha dribblato con stile: “Chi l’ha detto che il titolare sarà Martinez?”. In realtà, il favorito è proprio lui.
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