di
Alessandra Muglia
Il tentativo di approfittare della vanità del presidente Usa per cercare di attirare la forza americana dalla propria parte è stato già messo in atto da tanti Paesi, dalla Siria alla Polonia
Approfittare della vanità di Trump per cercare di attirare la forza americana dalla propria parte. Dai siriani ai polacchi, ci hanno provato in molti a lusingare Donald per ingraziarselo e strappargli aiuti e concessioni. Anche gli ucraini – rivela ora il New York Times -, che non sanno più cosa fare per spronare l’amministrazione Usa a sostenerli con maggior decisione e convincerla a opporsi con fermezza alle richieste territoriali della Russia. Nei negoziati degli ultimi mesi, un funzionario ucraino è arrivato a proporre che la porzione di Donbass conteso dai russi potrebbe essere chiamata «Donnyland». Una crasi che fa riferimento al Donbass, a Disneyland ma anche – soprattutto – a «Donald», in onore del presidente, appunto.
Ucraina, le ultime notizie in diretta
Sembra paradossale che venga evocato un parco dei divertimenti nell’area decimata (di circa 80 per 60 chilometri ) dove continuano a infuriare i combattimenti feroci, i più letali in Europa dalla Seconda guerra mondiale.
Il Donbass resta tuttavia uno dei principali punti di stallo nelle trattative. Lo sforzo finora non si è rivelato produttivo, a differenza dei tentativi di altri Paesi. La scorsa estate, per esempio, imprenditori siriani influenti – in particolare la famiglia Al-Khayyat – hanno presentato a un deputato repubblicano per il progetto «Trump International Golf Club, Syria», con l’intento di facilitare la rimozione delle sanzioni Usa su Damasco, obiettivo poi, come si sa, raggiunto.
Altro caso, in Armenia. Ad agosto, quando dopo quasi 40 anni di sanguinoso conflitto nel Nagorno Karabakh, Azerbaigian e Armenia hanno firmato un accordo di pace alla Casa Bianca, si sono accordati anche per la creazione di un corridoio di transito battezzato «rotta Trump per la pace e la prosperità internazionali» (TRIPP, Trump Route for International Peace and Prosperity), attraverso il territorio armeno per collegare l’exclave azera di Nakhcivan al resto dell’Azerbaigian.
Bilancio in chiaro scuro per gli sforzi polacchi. Il presidente Andrzej Duda nel 2018 si era offerto di finanziare la costruzione di una grande base americana vicino a Varsavia con il nome di «Fort Trump», nel tentativo di assicurarsi una presenza stabile delle forze americane sul fianco orientale della Nato in funzione anti-russa. L’idea è stata rilanciata anche lo scorso anno ma il progetto non si è ancora concretizzato. Duda ha comunque ricevuto rassicurazioni dall’amministrazione Usa che non sono previsti tagli alle truppe statunitensi in Polonia.
22 aprile 2026 ( modifica il 22 aprile 2026 | 17:03)
© RIPRODUZIONE RISERVATA