di
Leonard Berberi
Il piano di Washington: prestito da 500 milioni per evitare la bancarotta. I numeri del vettore però non rassicurano e il cherosene è a prezzi record
La Casa Bianca si prepara a prestare 500 milioni di dollari a Spirit Airlines, così da evitare la bancarotta di una delle principali compagnie aeree low cost degli Stati Uniti da tempo in difficoltà e per la seconda volta in pochi mesi entrata in amministrazione controllata. Alla pubblicazione delle prime indiscrezioni — sul sito del Wall Street Journal — il titolo ha toccato +600%, per poi ripiegare, ma registrando comunque un’impennata record.
Il Chapter 11
Spirit ha fatto ricorso alle procedure fallimentari del Chapter 11 nell’agosto 2025, la seconda volta in meno di un anno. Da giorni le indiscrezioni raccontavano di un’aviolinea vicina alla bancarotta, sotto pressione non solo per problemi suoi specifici — e un modello low cost che negli Usa mostra difficoltà —, ma anche per l’aumento dei costi, in particolare del cherosene che dopo la guerra nel Golfo è salito di oltre il 100%.
La Casa Bianca
«L’amministrazione Trump continua a monitorare la situazione e lo stato di salute complessivo del settore aereo statunitense, su cui milioni di americani fanno affidamento ogni giorno per viaggi essenziali e per il proprio sostentamento», spiega in una nota un portavoce della Casa Bianca. «Spirit è in difficoltà e mi piacerebbe che qualcuno la acquistasse. Sono 14 mila posti di lavoro, e forse il governo federale dovrebbe dare una mano», aveva detto alla Cnbc nei giorni scorsi il presidente statunitense, Donald Trump.
I numeri del vettore
Gli esperti si chiedono se abbia senso tenere in vita la compagnia low cost. Negli ultimi documenti finanziari depositati Spirit stima per il 2026 un margine operativo del -7,4%, ma che diventerà positivo all’8,6% il prossimo anno, per poi salire a doppia cifra negli anni successivi. Senza però spiegare come. I dati operativi di febbraio — gli ultimi disponibili — mostrano un margine negativo del 26%, escludendo le voci straordinarie.
L’impennata dei jet fuel
Ancora peggio sul lato dei costi. Soprattutto del cherosene. Spirit, a quanto si legge, per i risultati del 2026 e del 2027 ha previsto un prezzo del jet fuel di 2,67 dollari al gallone quest’anno, e 2,14 l’anno prossimo. Dal 5 marzo a oggi la media si aggira attorno ai 4 dollari. Quindi nel 2026 la low cost è destinata ad andare decisamente peggio del previsto e, secondo gli esperti, i 500 milioni di dollari di aiuto della Casa Bianca potrebbe bruciarli tutti nel giro di pochi mesi.
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22 aprile 2026
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