In sottofondo le note di “Aspettando il sole” e in primo piano la consegna dell’onorificenza a Giovanni Pellino, in arte Neffa, datagli questa mattina dal sindaco Matteo Lepore nella bella Sala Rossa di Palazzo d’Accursio. Che Bologna lo apprezzi era chiaro, visti anche i recentissimi sold-out per tutti e tre i suoi live in città, ma adesso la prova è più che consistente. Ė bella, pesante, da esibire e magari “da rivendere online, anche se c’è scritto il mio nome” ha scherzato l’artista, che mai avrebbe immaginato di riceverla e che da oggi forse la chiamerà “la mia signorina”. 

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Giovanni/Neffa a Bologna non ci è nato (il musicista è di origini campane), ma ci si è trasferito con la sua famiglia quando aveva 8 anni: “Un trasferimento non facile a quell’età, dal mio cortile di Roma ai palazzoni di via Ugo Bassi. Ma mi sono sentito accolto e, come si scriveva sugli album di figurine: mi sento cresciuto ‘calcisticamente’ nella città delle due Torri”.

Perché la Turrita d’argento proprio a Neffa

“Ecco le motivazioni per il conferimento della Turrita d’Argento: Giovanni Pellino, in arte Neffa, è nato a Scafati, in Campania, il 7 ottobre 1967. Napoletano per parte di padre e salernitano per parte di madre, bolognese d’adozione dall’età di 8 anni. Cresce in un contesto culturalmente vivace e stimolante come quello della Bologna della seconda metà degli anni ’80, crocevia di esperienze artistiche e musicali innovative. Il suo percorso musicale inizia come batterista dei torinesi Negazione, band di culto della scena hardcore punk e tra i pochi gruppi italiani di quel periodo ad avere una dimensione internazionale, sviluppando una sensibilità ritmica e una versatilità che segneranno tutta la sua carriera.

All’inizio degli anni ’90, frequentando il centro sociale bolognese Isola nel Kantiere, Neffa si avvicina alla cultura hip hop. È un punto di svolta: partecipa alla creazione del secondo singolo degli Isola Posse All Stars diventando in breve tempo un rimatore infallibile, tra i pionieri più influenti e carismatici della scena rap nazionale.
Nel 1994 co-fonda il gruppo Sangue Misto, con cui pubblica l’album SxM, considerato una pietra miliare del rap italiano. Il disco, caratterizzato da sonorità innovative e testi profondi, contribuisce in modo decisivo a definire l’identità e il linguaggio dell’hip-hop nel nostro Paese, influenzando intere generazioni di artisti.
Dopo l’esperienza con i Sangue Misto, Neffa intraprende una carriera solista che segna una svolta stilistica significativa. Pur mantenendo un forte legame con le radici hip-hop, inizia a incorporare elementi di soul, funk e pop, distinguendosi per una scrittura più melodica e introspettiva. Album come 107 elementi e brani di successo come La mia signorina e Prima di andare via, testimoniano questa evoluzione artistica, consolidando la sua posizione nel panorama musicale italiano.
Nel corso degli anni ha collaborato con numerosi artisti di primo piano, tra cui J-Ax, Fabri Fibra e Giuliano Palma, dimostrando una grande apertura e capacità di dialogo tra generi diversi. Parallelamente, si è distinto anche come autore e produttore, contribuendo alla realizzazione di colonne sonore, tra cui quella del film Saturno contro del regista Ferzan Özpetek.
Artista eclettico e in continua evoluzione, Neffa ha impresso un’impronta profonda e duratura nella musica italiana. Ancora oggi rappresenta un punto di riferimento e una fonte di ispirazione per le nuove generazioni di musicisti, grazie alla sua capacità di rinnovarsi e di anticipare le tendenze senza mai perdere autenticità e coerenza espressiva.

Sempre autentico e trasversale: si passa dal punk al soul-pop

“Neffa incarna una rara capacità di reinventarsi – si legge ancora nelle motivazioni – senza mai perdere autenticità, tracciando un percorso che non ha eguali nel panorama musicale italiano e internazionale. La sua carriera non è una serie di cambiamenti superficiali, ma una metamorfosi profonda che passa dalla sua straordinaria capacità di attraversare tre mondi apparentemente distanti: il punk estremo, il rap sotterraneo e il soul pop.
Neffa non si è mai limitato a interpretare un genere, ma, sempre nutrendosi di quello che lo circonda, si è comportato come un artigiano, plasmando ogni progetto con una visione personale incentrata sulla produzione e sulla qualità ritmica.
Batterista metronomico nei Negazione, rimatore infallibile nei Sangue Misto, autore sofisticato nel soul pop. Per queste motivazioni il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di Bologna conferiscono a Neffa la Turrita d’argento”.  

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Qui il discorso integrale di Neffa

 



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