di
Ilaria Sacchettoni
La madre legge le letterine dei figli. Brambilla: contro di loro una violenza di Stato
L’ultimo appello per il ricongiungimento della famiglia Trevallion, i neorurali di origine anglosassone che cercavano la quiete (e un’idea italiana di famiglia, hanno spiegato) tra i boschi dell’Abruzzo, è quasi corale.
Pronunciato a Montecitorio da politici, esperti, figure istituzionali e, come è ovvio che sia, da papà e mamma che hanno letto anche una letterina di auguri dei bambini («Mamma ti vogliamo bene e siamo qui, forti, in attesa di rivederti»). Così, alla conferenza stampa convocata dalla presidente della Commissione per l’Infanzia Michela Vittoria Brambilla (Noi Moderati), c’è spazio per voci differenti che vanno sotto l’unico imperativo del ricongiungimento.
Ciascuno declina a suo modo l’appello in questione per la seconda giornata di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion nei palazzi delle istituzioni (la prima era stata quella in Senato, voluta da Ignazio La Russa). Inequivocabili le parole di Brambilla nei confronti delle operatrici dei servizi sociali, apertamente evocate: «Quello che sta succedendo a questa famiglia è una vera e propria violenza di Stato. Due genitori che non si sono mai resi colpevoli di violenza verso i figli e che sono stati separati da loro. Mi chiedo se la questione è stata trattata dalle assistenti con sufficiente esperienza».
Viscerali quelle di mamma e babbo Trevallion che hanno letto brevi lettere a testimonianza della propria esperienza: «Il dolore e la sofferenza vissuti, come famiglia, in questi cinque mesi sono stati inimmaginabili», sottolinea lui, Nathan. E lei: «Non avevo mai visto una forma di crudeltà così estrema come quella che stanno subendo i miei figli». Ponderate, infine, quelle dell’avvocato difensore Marco Femminella: «Oggi il carico di lavoro del Tribunale per i minorenni è diventato eccessivo e questo si è tradotto in una burocratizzazione del Tribunale stesso». Michela Brambilla, tra l’altro, è firmataria di una proposta di legge proprio per riformare il sistema di affidamento dei minori in condizioni difficili.
Mentre sembrano ridimensionate le critiche ai giudici aquilani che con i due provvedimenti di novembre e marzo scorsi hanno aperto la strada della comunità per i bambini (e che pure durante i giorni della campagna referendaria si erano levate alte), si fa strada una nuova considerazione, che quei provvedimenti, cioè, siano frutto delle relazioni sommarie e intransigenti delle assistenti sociali. Che abbiano pesato, in questa vicenda umana e istituzionale, le diverse scelte culturali della famiglia neorurale?
Brambilla non teme di chiamarla «volontà moralizzatrice» e pare alludere a una sorta di intolleranza nei confronti di persone che vivono di antichi principi, accantonati, apparentemente, per far spazio a comfort contemporanei e talvolta ingannevoli come il tablet o il cellulare spesso in uso ai minori.
Ma il grido più forte viene dagli esperti, cominciando dallo psichiatra di parte Tonino Cantelmi che torna a sottolineare la «crudeltà» dei comportamenti adottati nei confronti dei bimbi. Poi c’è la definizione della psichiatra infantile Daniela Pia Rosaria Chieffo che avverte sul pericolo di creare un trauma permanente in loro. E lo psichiatra Massimo Ammaniti che, incredulo, sottolinea come si stia contravvenendo a norme di tutela dei minori che parevano consolidate già negli anni Cinquanta. Così, mentre vengono mostrati disegni dei tre piccoli Trevallion — uno che ritrae la famiglia seduta e felice in una sorta di caverna protettiva — la Garante dei diritti dell’Infanzia Marina Terragni sottolinea l’esigenza di mettere mano alle norme attuali che hanno portato a numeri imponenti: «Vi sono quarantunomila bambini sottratti alle loro famiglie, con un esborso enorme da parte delle istituzioni».
Martedì la Corte d’appello dell’Aquila ha esaminato il ricorso della difesa e la decisione è attesa entro il 15 maggio. Qui, tra gli stucchi di Montecitorio, la speranza è che sia favorevole alla famiglia del bosco.
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22 aprile 2026 ( modifica il 22 aprile 2026 | 23:37)
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