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Carlos Passerini, inviato a Bergamo
Segnano Romagnoli e Pasalic nei tempi regolamentari, poi succede di tutto. Il portiere 21enne è l’eroe della serata, poi si commuove
Era un doppio bivio e ad azzeccarlo è stata La Lazio, che piega 3-2 ai rigori l’Atalanta e va in finale di Coppa Italia il 13 maggio a Roma dove sfiderà l’Inter in gara secca. Doppio bivio, già, perché a Bergamo in palio c’era non solo l’accesso alla sfida decisiva per il trofeo di Lega e per la successiva Supercoppa, ma anche la possibilità di strappare il pass per l’Europa League, in caso di vittoria all’Olimpico. Valeva una stagione, questo duello ad alta tensione, perché entrambe le squadre in campionato stanno facendo fatica: i bergamaschi sono settimi, i biancocelesti noni. Dopo il 2-2 dell’andata e l’1-1 ieri al 120’, ai rigori è super il portiere di riserva Motta, 21 anni, che ne para quattro: notte che non scorderà. La Lazio prosegue la sua tradizione d’oro in Coppa Italia: 7 vittorie in 10 finali, la prossima sarà l’11esima. Esulta Lotito in tribuna. L’Atalanta invece di finali ne ha giocate 6, ben 4 nelle ultime 8 edizioni, con un solo successo nel lontano 1963. Resterà l’unico ancora per un po’.
All’andata, 50 giorni fa, troppi, era tutta un’altra storia: a stare meglio era l’Atalanta, mentre la Lazio era in difficoltà. La squadra di Sarri, che ha dovuto fare i conti col mercato bloccato e la protesta dei tifosi contro la società, è però cresciuta col passare delle settimane fino a trovare ora la quadratura giusta: nelle ultime sei partite di campionato ha battuto Sassuolo, Milan, Bologna e Napoli. Quella fra Sarri e Palladino è la sfida nella sfida, fra due tecnici distanti come generazioni ma anche come idee: allievo di Gasperini il primo, teorico del giochismo il secondo, nonostante negli ultimi anni abbia un po’ normalizzato — per necessità — certi estremismi tattici degli anni di Napoli. Noslin, protagonista al Maradona, preferito a Maldini, in contropiede non va mai via a Djimsiti. Anche dall’altra parte c’era un dubbio nel ruolo di centravanti e alla fine Palladino opta per Krstovic: molto movimento, ma non sfonda.
L’atmosfera è rovente, la gara pesa e si sente. Il piano della Lazio diventa sempre più chiaro col passare dei minuti: blocco basso e ripartenze rapide. Ma manca sempre il colpo vincente. Vola qualche colpo proibito, scintille anche fra le panchine. L’arbitro Colombo prova a placare gli animi, ma è proprio una sua decisione a incendiare la ripresa: Ederson segna ma il gol viene annullato via Var dopo tre minuti per un fallo di Krstovic sul portiere. Sul cross precedente, Gila aveva peraltro toccato la palla col braccio su un rimpallo. Episodio dubbio, gli atalantini protestano, Palladino si leva la giacca e lancia in stile Allegri. Poi però a lamentarsi è la Lazio per una manata in area di Scalvini, non sanzionata. Il finale è uno show: Romagnoli illude i suoi prima del pari in extremis di Pasalic deviato da Taylor. Prima del 90’ Motta salva la Lazio deviando sul palo un colpo di testa di Scamacca destinato all’incrocio. Dopo il gol annullato a Raspadori per fuorigioco ai supplementari, ai rigori l’eroe è Motta che poi scoppia a piangere per la gioia.
22 aprile 2026 ( modifica il 23 aprile 2026 | 00:05)
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