Firenze, 22 aprile 2026 – Il sottoattraversamento di Firenze dell’Alta velocità sarà pronto fra il 2029 e il 2030. Il timing lo detta il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il vicepremier Matteo Salvini, al termine del sopralluogo nel cantiere della stazione Foster. “L’obiettivo, tra il 2029 e il 2030, sarà essere qua con una stazione-gioiello a livello internazionale”, evidenzia ai giornalisti. Fine lavori, quindi, “2029-30 sperando che nel frattempo non scoppino altre sei guerre. Perché è chiaro che con il costo dell’energia, il caro materiali, gasolio, luce e gas… Qua c’è un budget da 2,7 miliardi che spero non aumenti a dismisura”. Detto questo, rispetto a “un progetto partito più di 30 anni fa, negli ultimi anni abbiamo fatto passi da gigante”, osserva.

Il ministro Matteo Salvini in visita al cantiere della stazione Foster, con il presidente della Regione Giani e la sindaca Funaro (Giuseppe Cabras/New Press Photo)

Il ministro Matteo Salvini in visita al cantiere della stazione Foster, con il presidente della Regione Giani e la sindaca Funaro (Giuseppe Cabras/New Press Photo)

Proprio per questo, annuncia, “ci rivedremo entro fine giugno quando usciranno le talpe dal sottosuolo. E oggi abbiamo già visto qualcosa che cambierà il volto di Firenze e dell’Italia, perché ci saranno meno ritardi, meno traffico e meno code sull’alta velocità e fra 2029 e 2030”. La Foster, prosegue, “accoglierà centinaia di migliaia di passeggeri e questo per la Toscana significherà differenziare l’Alta velocità dal traffico regionale e merci”, così che “ci saranno più treni locali e regionali”. Inoltre “quando ci sarà un problema, non ci saranno ritardi in tutta Italia”. E’ vero, prosegue Salvini, che “con cantieri enormi come quelli aperti qua, in Lombardia, in Veneto, in Campania, in Puglia e in Sicilia, ci possono essere dei ritardi sulla rete, di cui mi scuso. Però è altrettanto vero che grazie a questi cantieri fra qualche anno avremo la rete più moderna, sicura, efficiente e veloce di tutta Europa”.

Obiettivo: “Fine lavori 2029”

L’obiettivo è finire i lavori del passante di Firenze dedicato all’alta velocità, i due tunnel e la stazione Foster, entro il 2029. Su questo “siamo ottimisti”. Lo spiega Aldo Isi, amministratore delegato di Rfi, dopo la visita al cantiere Tav del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. “Chiaramente poi ci sarà l’attivazione, le corse prova” e i test sugli impianti. “Però è un traguardo importante per noi. Significa separare i flussi e avere anche qui, finalmente, il modello che abbiamo sperimentato a Bologna: un sistema affidabile soprattutto per il trasporto regionale, che consente ai treni a lunga percorrenza di avere una linea e una stazione dedicata”. Alla Foster, dunque, “inizialmente ci saranno sicuramente i treni non stop, che evidentemente avranno il massimo vantaggio dal passare in sotterranea, con un guadagno su tempo e puntualità”. L’obiettivo, però, “è spostare anche gli altri treni in misura tale da poter avere un sistema analogo a quello di Bologna, dove l’Alta velocità è integrata alla stazione storica”. A Bologna, osserva l’ad, “c’è un sistema di scale. E qui dobbiamo garantire più o meno le stesse tempistiche”, ovvero “quei quattro-cinque” per passare dalla vecchia alla nuova stazione.

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Giani: “Lavori avanti con celerità”

“Fine lavori il 2029-2030? Beh, lo sappiamo, cantieri di questa portata nel tempo possono risentire di inconvenienti o aumenti dei prezzi. Se i treni cominceranno ad arrivare nel 2029 ce ne faremo una ragione”. È quanto sostiene il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, commentando il timing che sia il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che Rfi hanno dato sulla realizzazione del passante Tav a Firenze. Quello che conta, osserva, è che “l’opera pubblica ferroviaria in questo momento più importante d’Italia poco a poco si stia realizzando”. Per questo dal sopralluogo organizzato al cantiere di via Circondaria, il governatore esce soddisfatto dopo aver visto “il primo piano sotterraneo e tutta la piastra di 400 metri di lunghezza e 50 di larghezza completata”. Ma anche perché “ormai metà del cantiere ha già raggiunto la profondità di 25 metri”. Sostanzialmente, quindi, “le talpe sono pronte per sbucare nel grande camerone di via Circondaria. I lavori, quindi, sono andati avanti con celerità e questa è la grande consolazione”.

Funaro: “Opere strategiche per Firenze e per il Paese”

Il sottoattraversamento e la stazione dedicata all’Alta velocità sono opere “strategiche per il Paese e per Firenze. E oggi abbiamo visto un avanzamento dei lavori incredibile”. Lo evidenzia la sindaca Sara Funaro dopo la visita del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, al cantiere di via Circondaria. I lavori alla Foster “stanno procedendo a ritmi serrati”, tanto che “tra poco dovremo ripensare tutta l’area in superficie”. Proprio su questo, “per disegnare questo pezzo di città, inizieremo un percorso di partecipazione con i cittadini. Lo faremo con alcuni punti fondamentali che dovranno essere mantenuti”. Qui, infatti, “oltre ai servizi di Rfi, per cui ci sarà un confronto con Ferrovie e la Regione, ci sono risposte da dare ai cittadini”. Due, soprattutto, sono per Funaro “i punti fondamentali: il primo, il tema delle case di comunità; il secondo, avere delle stazioni di polizia”. Per questo “chiederò un confronto con il ministero dell’Interno e il ministero della Difesa”.

Il comitato No tunnel Tav: “Quanto sono aumentati i costi?”

“Dalle dichiarazioni del ministro Matteo Salvini constatiamo che le previsioni di ultimazione dei lavori e l’apertura della stazione Foster non sono più per il 2028 come è stato sbandierato fin’ora, ma ‘tra il 2029 e il 2030’. Questo Comitato ha detto da sempre che la rassicurante data del 2028 era impossibile” e “anche il 2030 probabilmente sarà una vana speranza”. Così il Comitato No tunnel Tav. “Quel che è certo è che fin’ora hanno mentito sapendo di farlo – prosegue in una nota il comitato -, ma imperterriti hanno continuato fino a ieri a raccontare la novella. Certamente questo è un aspetto secondario di questa vicenda pluridecennale, ma dà la misura della credibilità di questa classe politica e imprenditoriale”.

Per il comitato “è bene anche leggere dietro le parole che sono state pronunciate, che il famigerato people mover sia ‘un’opzione’ vuol dire che non è una certezza, cioè che il Governo non vuol pagare i 120 + 40 milioni necessari alle opere collaterali necessarie a collegare la nuova stazione ai Macelli con Santa Maria Novella. Cosa sarà deciso lo dirà il futuro, ma quel che è certo, e che la politica toscana vuol dimenticare, è che questo people mover è un tentativo di rimediare all’errore di realizzare una stazione per i treni Av, cioè a lunga percorrenza, in maniera irrazionale e sbagliata”.

Inoltre, si osserva ancora, “dietro le parole di Salvini si annida anche un problema finora strenuamente negato, ma che il Comitato ha denunciato: ‘qua c’è un budget da 2,7 miliardi che spero non aumenti a dismisura’. La frase un pò sibillina nasconde il fatto che i costi sono probabilmente molto, ma molto aumentati; il progetto originario prevedeva di portare le terre di scavo a Cavriglia per realizzare tre colline per un parco pubblico ma, come i tecnici del Comitato avevano previsto nel 2007, quella terra sarebbe stata un rifiuto per contaminazioni e impossibilità di consolidarla a meno che non la si fosse riempita di cemento. Adesso viene riconosciuto a denti stretti da Rfi che le terre che escono dai tunnel finiscono in discarica; i costi non sono gli stessi, negarlo o tacerlo è ancora una volta prendere in giro i contribuenti che pagano tutto”.