La scelta fatta già prima della super doppietta al Como: decisivi il pressing di Chivu e la volontà del turco. Il contratto attuale scade nel 2027


Roberto Maida

Giornalista

23 aprile – 07:31 – MILANO

Saracinesca abbassata: not for sale, direbbero gli inglesi. Incedibile. L’Inter si è convinta. O meglio è stata convinta dai fatti, dalla realtà dei numeri e dell’emozione, ancora prima della doppietta che ha disilluso il Como: Hakan Calhanoglu è un fuoriclasse irrinunciabile, anche se ha 32 anni e un contratto da rinnovare. “È mezza squadra, quando c’è un regista come lui in mezzo al campo anche i compagni stanno più tranquilli, perché sanno di potergli passare i palloni bollenti” sostiene Vincenzo Montella, ct della Turchia che con Calhanoglu ha riconquistato (beato lui) il Mondiale dopo 24 anni. Fabregas, sconfitto essenzialmente dal genio che ha il cuore sul Bosforo ma si è formato in Germania, ha osservato dopo la semifinale di Coppa Italia: “Un calciatore del genere è inimitabile. Tutte le volte che affronto l’Inter controllo per prima cosa se giochi Calhanoglu e in base a quello imposto il mio piano partita. Parliamo di un campione che trova sempre la soluzione giusta in campo. Gente come Pirlo, Modric, Kroos…”. 

I colloqui—  

Chi ce l’ha, insomma, se lo tiene. E siccome Cristian Chivu lo considera insostituibile a centrocampo – ci mancherebbe altro – verrà accontentato. Calhanoglu ha già deciso lo scorso anno di fermarsi in Italia, nonostante il dichiarato corteggiamento del Galatasaray che avrebbe voluto portarlo via e nonostante le tensioni estive con Lautaro. Si è lasciato sedurre proprio dalle lusinghe del nuovo allenatore, che gli aveva promesso una centralità assoluta. Oggi, più che mai, sente un legame con l’Inter che potrebbe spingerlo a trattenersi molto più del previsto. In fondo, con tutto il rispetto, per provare il campionato turco non gli mancherà il tempo più in là, quando non indosserà la fascia di capitano della nazionale turca e non potrà dividere le tifoserie di Istanbul. La discussione per il nuovo contratto, quello attuale da 6,5 netti scade il 30 giugno 2027, non è ancora partita. Ma il discorso verrà affrontato alla fine del mercato, se nel frattempo non succede qualcosa che stravolga gli scenari: per essere più chiari, Calhanoglu è molto più vicino all’Inter adesso rispetto al 2025, quando il malumore per le vicende di spogliatoio (più della nostalgia della terra di famiglia che era un falso problema) lo stava conducendo verso l’uscita artisti. 

Crescita—  

Del resto i numeri della stagione sono talmente nitidi da non permettere obiezioni: Calhanoglu ha segnato 12 gol, un malloppo da attaccante più che da playmaker, calciando “solo” 5 rigori, su un totale di 30 presenze. Lo scorso anno aveva giocato complessivamente 17 partite in più (47) producendo però un gol in meno (11) con 7 rigori trasformati. La media realizzativa insomma è aumentata in modo inversamente proporzionale ai minuti trascorsi in campo. Come Dimarco, come Zielinski, come lo stesso Lautaro, Calhanoglu appartiene alla categoria dei calciatori che hanno alzato di molto il rendimento da quando ad Appiano Gentile è entrato Cristian Chivu. 

Pronostici sulla Serie A generati dalla nostra IA. Prova gratis Gazzetta AI Predictor.

Tranquillità—  

Chissà che cosa avrebbe combinato Calha se i guai muscolari non lo avessero perseguitato, specialmente durante l’inverno: un infortunio, un rientro, un altro infortunio, per un totale di 14 impegni saltati. Questo elemento, l’improvvisa fragilità muscolare, aveva aperto una riflessione all’interno della società sul futuro del giocatore. Ma è stato proprio Calhanoglu a rassicurare i dirigenti e l’allenatore: “Non mi è mai capitato in carriera di fermarmi così spesso. Non so come sia stato possibile, ma una cosa l’ho imparata: avendo superato i trent’anni devo gestire ancora meglio il mio corpo”. Il suo sprint bruciante ha giustificato i pit-stop.