di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Giro di vite per i redditi sopra i 75 mila euro e bonus casa al 36%, aumentano le detrazioni per la scuola dei figli: come cambia la dichiarazione dei redditi 2026, come fare la precompilata
Il nuovo 730 non è soltanto l’aggiornamento annuale di un modello fiscale. È il primo banco di prova concreto della riforma dell’Irpef e, insieme, un tassello ulteriore nella trasformazione digitale dell’amministrazione finanziaria. Due piani che si intrecciano: redistribuzione e controllo.
Un sistema più selettivo
Nel complesso il nuovo modello mostra una tendenza verso una maggiore selettività delle detrazioni e una più ampia integrazione delle informazioni fiscali. La riduzione degli scaglioni, il tetto alle detrazioni per i redditi più elevati e la ridefinizione dei benefici familiari ridisegnano il perimetro degli incentivi. Tra le novità: l’addio a scontrini e fatture cartacei per le spese mediche da presentare in allegato alla dichiarazione e un interessante aumento per le detrazioni scolastiche.
L’effetto complessivo dipenderà dalla posizione individuale dei contribuenti e dalla combinazione tra reddito, carichi familiari e spese sostenute. La dichiarazione dei redditi resta così il punto di sintesi tra struttura dell’imposta e utilizzo delle agevolazioni previste dall’ordinamento.
La redistribuzione silenziosa
La voce più importante degli interventi degli ultimi anni è quella relativa alla riduzione degli scaglioni Irpef da quattro a tre, presentata come un intervento di semplificazione del sistema. Sul piano formale riduce il numero delle aliquote, ma l’effetto redistributivo dipende dalla combinazione tra nuove soglie e detrazioni.
Per i redditi medio-bassi la modifica si accompagna all’aumento delle detrazioni per lavoro dipendente sotto i 15 mila euro. L’impatto varia in base alla situazione individuale e alla presenza di altri oneri, ma l’obiettivo dichiarato è contenere il prelievo sulle fasce più basse.
Per i redditi medi l’effetto è meno lineare: il risultato finale dipende dall’intreccio tra aliquote, detrazioni e altre agevolazioni spettanti. È su questo terreno che si concentrano gli effetti più rilevanti della riforma, più che sulla sola riduzione numerica degli scaglioni.
Familiari a carico: perimetro più definito
Sul fronte delle detrazioni familiari cambia il limite anagrafico per i figli a carico: non spettano più le detrazioni per i figli non disabili che abbiano superato i 30 anni. Restano riconosciute per i figli tra i 21 e i 30 anni e senza limiti di età in presenza di disabilità accertata. Si restringe inoltre l’ambito applicativo per alcune situazioni che riguardano familiari residenti all’estero.
L’intervento ridefinisce la platea dei beneficiari, con una delimitazione più precisa rispetto al passato.
La novità sui documenti sanitari
Tra i cambiamenti più rilevanti di quest’anno in tema spese sanitarie, riguarda chi si affida a un Caf per la presentazione del 730. Per le spese mediche, infatti, non sarà più necessario presentare scontrini e fatture ai fini dei controlli, se i dati sono già registrati. L’unica cosa da fare è stampare direttamente dal portale del Sistema Tessera Sanitaria il riepilogo delle spese presenti e allegare una dichiarazione che ne confermi la corrispondenza.
Spese scolastiche: tetto più alto
Tra le modifiche in positivo rientra l’innalzamento a 1.000 euro per studente del limite massimo di spesa detraibile per la frequenza delle scuole del sistema nazionale di istruzione. L’aumento amplia il margine di detrazione per le famiglie con figli in età scolare.
I redditi sopra i 75 mila euro
Il cambiamento più significativo riguarda però i redditi superiori a 75 mila euro. In questo caso le spese detraibili vengono sottoposte a un tetto che si riduce progressivamente oltre i 100 mila euro e che è modulato anche in base alla presenza di figli a carico. Il meccanismo non interviene sulle aliquote ma limita la base delle detrazioni, con un effetto di contenimento che cresce al crescere del reddito.
Restano escluse dalla limitazione alcune voci considerate prioritarie: le spese sanitarie, gli investimenti in start-up e Pmi innovative e una serie di oneri legati a mutui, assicurazioni e interventi edilizi già avviati negli anni precedenti. La stretta, quindi, non è generalizzata ma circoscritta a specifiche categorie di spesa.
Bonus edilizi: differenza tra prima e seconda casa
Per le spese sostenute nel 2025 le detrazioni per ristrutturazioni, riqualificazione energetica e interventi antisismici si attestano al 36%. La percentuale sale al 50% nel caso in cui gli interventi riguardino l’abitazione principale e siano effettuati dal proprietario o titolare di un diritto reale sull’immobile.
La distinzione introduce una differenza esplicita tra prima e seconda casa, con effetti che potranno incidere sulle scelte di intervento e sulla convenienza economica dei lavori.
La precompilata e il ruolo dei dati
Parallelamente, il modello 730 consolida la centralità della dichiarazione precompilata. Le informazioni inserite automaticamente — dalle spese sanitarie agli interessi sui mutui — derivano da flussi trasmessi da banche, assicurazioni, farmacie e altri soggetti intermedi.
Il contribuente è chiamato a verificare e confermare dati già presenti nel sistema. L’accettazione senza modifiche riduce i controlli formali, mentre eventuali integrazioni possono comportare verifiche successive. La digitalizzazione si configura quindi come uno strumento di semplificazione, ma anche di razionalizzazione dei controlli.
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23 aprile 2026 ( modifica il 23 aprile 2026 | 07:36)
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