di
Lorenzo Giliberti

L’imprenditore ci riprova dopo il caso del Twiga che si scontrò con vincoli paesaggistici. Il via entro l’estate, previste trenta assunzioni

Non è un esordio, ma il punto d’arrivo di un rapporto rimasto a lungo in sospeso. L’ingresso di Flavio Briatore con Crazy Pizza in Puglia si inserisce in una vicenda che, da circa un decennio, ha intrecciato progetti imprenditoriali, iter amministrativi complessi e un confronto spesso acceso con le istituzioni locali. 
Il passaggio più significativo resta quello legato al progetto Twiga a Otranto, avviato nel 2016 e mai concretizzato. L’iniziativa si scontrò con vincoli paesaggistici, autorizzazioni contestate e un intervento della magistratura che portò al sequestro dell’area.
In quella fase il confronto con il Comune fu diretto, con l’allora sindaco Pierpaolo Cariddi, mentre sullo sfondo si inseriva anche la posizione della Regione guidata da Michele Emiliano, chiamata a più riprese sul tema del modello di sviluppo turistico della costa.
La parabola giudiziaria si è chiusa solo anni dopo: la Corte d’Appello di Lecce ha, infatti, escluso abusi nella mancata realizzazione del lido, ribaltando la sentenza di primo grado e revocando la confisca anche per effetto della prescrizione. Un esito che ha archiviato il caso sul piano penale, ma non ha cancellato il segno lasciato sul rapporto tra l’imprenditore e il territorio. A questo si è aggiunto il piano mediatico: nell’estate 2024 Briatore è intervenuto pubblicamente sul turismo pugliese, criticando in particolare i prezzi degli stabilimenti balneari, giudicati elevati rispetto ai servizi offerti. L’approdo attuale segue una traiettoria diversa rispetto ai precedenti tentativi legati al beach club. La scelta cade su Savelletri, la zona dei vip nella Valle d’Itria (dove si è svolto anche il G7) in un tratto di costa ormai stabilmente inserito nei circuiti del turismo di fascia alta, tra resort e strutture riconosciute a livello internazionale come Borgo Egnazia.

Briatore, come mai è stata scelta la zona di Savelletri, tra il G7 di Fasano e tutta l’area di Borgo Egnazia?
«Siamo contenti perché abbiamo provato diverse volte ad aprire in Puglia senza riuscirci. Quell’area è molto importante per il turismo, sia nazionale che estero. Ci sono Borgo Egnazia ed altre eccellenze incredibili».



















































Lei l’ha mai visitata?
«Io no, ma i miei collaboratori si, e me ne hanno parlato molto bene».

In questo modo cosa vuole portare in Puglia?
«Proporrò un prodotto e aspetto di vedere come la clientela reagisce. Non è che voglia cambiare qualcosa».

Qual è l’obiettivo di questa operazione?
«Aprire un’attività commerciale, dare lavoro a una trentina di persone in Puglia, anche di più magari. Non dobbiamo insegnare niente».

Che tipo di realtà arriverà sul territorio?
«Apriamo un’attività, un’eccellenza. Abbiamo aperto Crazy Pizza a Saint Tropez, Porto Cervo, Forte dei Marmi, New York, Milano, Roma. Portiamo un brand di successo in un posto di successo, ecco perché abbiamo deciso di puntare anche sulla Puglia».

Briatore, si è lasciato alle spalle la vicenda del Twiga di Otranto? Ebbe parole molto dure per lo stop del progetto
«Drammi così me ne succedono venti al giorno, per cui mi lascio tutto alle spalle, non c’è problema».


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23 aprile 2026 ( modifica il 23 aprile 2026 | 08:20)