Firenze, 22 aprile 2026 – Un passo avanti importante nella cardiologia arriva dall’ospedale San Giovanni di Dio, dove è stato eseguito il primo impianto con un pacemaker di nuova generazione. Una tecnologia innovativa che consente la stimolazione del cuore senza fili, intervenendo su entrambe le camere cardiache.
Fino ad oggi, infatti, la cardiostimolazione di atrio e ventricolo richiedeva l’utilizzo di pacemaker tradizionali, composti da un generatore e da elettrocateteri inseriti attraverso una vena della spalla. La tecnica “senza fili”, già disponibile negli ultimi anni, era limitata alla sola stimolazione del ventricolo destro e quindi destinata principalmente a pazienti con fibrillazione atriale. Con i nuovi dispositivi, invece, è possibile intervenire anche sull’atrio, ampliando così la platea di pazienti che possono essere trattati nelle cardiologie dell’Asl Toscana centro, inserite all’interno del dipartimento delle specialistiche mediche diretto da Pasquale Palumbo.
Una tecnica con molti vantaggi
Dal punto di vista clinico, i vantaggi sono significativi. In pazienti selezionati, questo approccio riduce il rischio di complicanze legate ai sistemi tradizionali, come infezioni e trombosi venose, e permette di intervenire anche in casi complessi, ad esempio in pazienti sottoposti a dialisi o con accessi vascolari limitati. Inoltre, l’assenza di cicatrici visibili e di dispositivi sottocutanei contribuisce a ridurre anche l’impatto psicologico sul paziente.
Il ruolo centrale di una capsula
L’intervento, effettuato nelle scorse settimane nell’elettrofisiologia del presidio fiorentino, è stato eseguito dall’équipe composta dai medici Umberto Signorini e Federica Michelotti, con il supporto degli infermieri Ilario Benvenuti, Laura Niccolini e Margherita Guida, e con la collaborazione del medico Luca Iannucci dell’ospedale Spaziani di Frosinone.
“Oltre al già consolidato utilizzo del pacemaker completamente intracardiaco per la stimolazione del ventricolo destro – sottolinea Umberto Signorini che ha guidato l’intervento – il nuovo dispositivo prevede anche il rilascio di una capsula di stimolazione in atrio destro. Questa caratteristica permette di ampliare le indicazioni cliniche di questi dispositivi, rendendo possibile il trattamento non solo dei pazienti in fibrillazione atriale ma anche di quelli in ritmo sinusale”.
“Una stimolazione doppia del cuore senza fili”
Il reparto di elettrofisiologia del San Giovanni di Dio è da anni un punto di riferimento per la stimolazione cardiaca senza elettrocateteri intravascolari. L’introduzione di questa nuova tecnologia rappresenta un ulteriore avanzamento.
“Di nuovo c’è che il dispositivo utilizzato con l’ultimo impianto – spiega Massimo Milli, direttore della Cardiologia 1 di Firenze di cui il San Giovanni di Dio fa parte – permette la stimolazione “doppia” del cuore senza fili, utilizzando una tecnologia che fino a poco tempo fa era disponibile solo per la stimolazione della singola camera ventricolare destra. Questo risultato rappresenta un ulteriore passo avanti per la nostra elettrofisiologia e testimonia l’impegno costante verso l’innovazione e la qualità delle cure”.