di
Andrea Rinaldi

L’azienda non ha mai smentito i dialoghi con i carmaker del Far East per sfruttare nuove tecnologie, ottimizzare i costi o avviare collaborazioni

Stellantis starebbe valutando la cessione di tre fabbriche in Europa, nell’ambito di una strategia volta alla riduzione della sovraccapacità produttiva. Gli impianti cerchiati in rosso sarebbero Rennes in Francia, Cassino in Italia e Madrid in Spagna: in vendita o in co-gestione con altri costruttori. Secondo Bloomberg il gruppo italo-francese avrebbe intavolato trattative con potenziali partner o acquirenti. Stellantis dal canto suo fa sapere che «la società intrattiene discussioni con una serie di operatori del settore in tutto il mondo su vari argomenti, nell’ambito della sua normale attività», ma non commenta su specifiche operazioni. 

Il governo

A inizio mese rappresentanti della cinese Dongfeng Motor avrebbero visitato gli stabilimenti di Rennes e Madrid, così come alcuni siti in Italia e Germania. Secondo indiscrezioni, altri produttori cinesi sarebbero interessati agli stabilimenti e Stellantis potrebbe valutare accordi con diversi gruppi, per esempio condividendo gli impianti per sfruttare la capacità in eccesso, in cambio dell’accesso alla loro ingegneria. Stellantis non ha mai smentito i dialoghi con i carmaker del Far East per sfruttare nuove tecnologie, ottimizzare i costi o avviare collaborazioni. Ad esempio come potrebbe avvenire con la Leapmotor di Hangzhou (con cui ha già una joint venture) a proposito di un suv elettrico a marchio Opel nel plant di Saragozza, in Spagna.



















































 La scorsa settimana il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, si è augurato che Stellantis possa aumentare le proprie quote di mercato e ha affermato che il governo è aperto «a investitori stranieri che intendessero scommettere sul nostro Paese» (il ministro aveva avviato trattative con Byd, Chery, Geely, Mg e Great Wall Motors per produrre nel nostro Paese). Chissà se la partita si intreccerà con le altre presenze cinesi nelle aziende italiane, come Weichai in Ferretti e Sinochem in Pirelli.

La Fiom chiede un incontro prima dell’Investor Day

Intanto che Stellantis abbia un problema con la produzione e la saturazione degli impianti non è un mistero, come non lo è che l’ad Antonio Filosa stia cercando di risolverlo, azzerando la strategia del predecessore Carlos Tavares. In Italia nel primo trimestre il gruppo ha sfornato 120.366 veicoli (+9,5%, dati First Cisl), nonostante Cassino si sia rivelato il malato più grave, con una perdita dei volumi del 37,4%, imputabile allo stop dello Stelvio elettrico. Ieri l’Acea ha certificato per Stellantis a marzo 228.055 consegne (+6%) mentre Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil ha chiesto alla premier Giorgia Meloni un confronto tra l’azienda e i sindacati , prima dell’Investor Day del 21 maggio. 

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23 aprile 2026