di
Marco Galluzzo
La premier a Cipro per il Consiglio europeo: «Dalla Ue serve molto più coraggio sull’energia»
DAL NOSTRO INVIATO
NICOSIA – Uno scostamento di bilancio? «Vediamo, prima vedremo bene che regole avremo a livello europeo, poi decideremo come muoverci a livello nazionale, non escludiamo nulla». Giorgia Meloni atterra a Cipro, per il Consiglio europeo che si tiene nell’isola presa di mira dai droni dei pasdaran, e si concede ai microfoni.
Non ha peli sulla lingua. Avalla le tentazioni di Giorgetti, risponde senza censure, l’Italia potrebbe essere costretta a fare extra deficit, a deviare dal percorso di rientro messo nero su bianco nei documenti di programmazione economica. Ma si deciderà a tempo debito.
Intanto però la premier non lo esclude, e non per questo dice che abbandonerà il percorso di austerità che ha caratterizzato il suo governo. La cornice è emergenziale, certo, ma in questa cornice, dicono nel suo staff, lei si muove ormai a suo agio. La preoccupazione è stemperata dai sondaggi e dai precedenti: l’ex premier Conte raggiunse il suo picco di consenso in emergenza, nel mezzo dell’esplosione del Covid; oggi la crisi energetica è un altro fattore esogeno, «e gli italiani in questi casi sanno che i loro guai non derivano dal governo e per paradosso danno ancora più fiducia a chi lo guida», raccontano le analisi che circolano nello staff di Meloni.
Il suggello di questo ragionamento sono i numeri dei sondaggi di Alessandra Ghisleri: la premier li ha letti con attenzione poco prima di partire, Fratelli d’Italia guadagna un punto e mezzo e raggiunge il 28,8%, in crescita rispetto allo scorso 7 aprile, più di sei punti oltre il Pd, nel bel mezzo della crisi.
Forse anche così si spiega la postura davanti ai cronisti, più domande del solito, un doorstep (dichiarazioni informali, ndr) mai così lungo: «Nessuno può dire che l’Italia non abbia i conti in ordine. Pesa il disordine del passato, qualcuno ha lasciato dei debiti che il governo ha dovuto pagare per 5 anni, finirò di pagarli quando arriveranno le elezioni politiche». Il riferimento è a Giuseppe Conte.
Le viene chiesto di nuovo se sarà costretta ad abbandonare il sentiero di accortezza finanziaria che ha sin qui tenuto: con l’attuale deficit «non credo cambi la solidità percepita dell’economia italiana. Chiaramente che cosa il contesto può produrre non lo posso dire. Ma non credo cambierà per questo. Poi chiaramente stai al 3,1 e ti dispiace perché stai vicinissimo all’obiettivo, però noi siamo partiti dall’8,1. Tutti vedono gli sforzi fatti».
Infine c’è da chiarire il target su cui punta Palazzo Chigi: chiedere che le spese per lo choc energetico siano scomputate dal calcolo del deficit come è possibile (almeno in parte) per quelle del programma Safe, le spese militari per cui un Paese può attivare una clausola di salvaguardia che congela il Patto di Stabilità: «Noi oggi abbiamo la priorità delle spese energetiche, dare risposte ai bisogni dei cittadini. La proposta sugli aiuti di Stato è un passo avanti, ma non sufficiente. Credo che la Ue debba essere molto più coraggiosa. Ragionare su un modello per cui anche queste spese non siano conteggiate, come per il Safe».
Non è detto che sarà accontentata, non è detto che non torni a mani vuote da Cipro, la Commissione è stata inflessibile. Ed ecco il perché dell’incertezza sullo scostamento: «Vedremo, quando avremo tutti i dati per decidere». Ultima domanda: ha fatto errori? Come è stato possibile puntare tutto sul rientro dal deficit e mancarlo per un zero virgola? «Tutti possono fare meglio, ma abbiamo fatto tutto quello che potevamo per centrare l’obiettivo e non penso che si potesse andare oltre la politica seria che abbiamo».
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23 aprile 2026 ( modifica il 23 aprile 2026 | 22:14)
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