di
Luigi Ferrarella

La Corte d’Appello di Milano, ribaltando le condanne di primo grado, ha assolto con formula piena i due giovani calciatori. Assolti anche gli altri tre amici accusati di violenza ai danni di una studentessa americana. Il padre di Lucarelli, Cristiano, abbatte un cartellone e inveisce contro i media

La Corte d’Appello di Milano ha cancellato la condanna in primo grado a tre anni e sette mesi e ha assolto, con la formula perché il fatto non sussiste, Mattia Lucarelli e Federico Apolloni, due 24enni ex tesserati del Livorno (il primo anche figlio di Cristiano ritiratosi nel 2012 ma capocannoniere nel 2004-2005 in serie A con il Livorno) dall’accusa di aver abusato di una ragazza americana conosciuta in discoteca la notte tra il 26 e il 27 marzo 2022 e poi accompagnata a casa di Lucarelli. Vicenda per la quale i ragazzi erano stati arrestati il 20 gennaio 2023.

Assolti anche gli altri tre coimputati di «violenza sessuale di gruppo», che in primo grado avevano avuto 2 anni e 5 mesi come «partecipanti la cui opera avesse avuto minima importanza nella preparazione o esecuzione del reato». È stata dunque esclusa la rilevanza penale (sostenuta in appello dal pg Massimo Gaballo) di una supposta prima condotta di «costrizione» (cioè senza consenso della ragazza, palpeggiata nei glutei da dietro mentre baciava un ragazzo), e di una seconda asserita condotta invece di «induzione» ad avere un rapporto a tre sul divano (cioè con consenso della ragazza, ma carpitole facendo leva sulla sua ubriachezza), per come la dinamica era stata ricostruita in primo grado dalla (ora annullata) condanna emessa l’anno scorso dal gup Roberto Crepaldi. 



















































«È un esito secondo giustizia, come avevamo detto sin dall’inizio», commenta Leo Cammarata, che con i colleghi Benedini-Nobili-Ales-Del Corso aveva valorizzato il fatto che i propri consulenti, in base a quanto la ragazza ricordava d’aver bevuto, stimassero un tasso lontano dall’ubriachezza e incompatibile con black-out mentali, in presenza dei quali a loro avviso la ragazza avrebbe quindi potuto aver se mai colmato i vuoti non per calunniare i ragazzi, ma per autogiustificare a se stessa il tradimento del fidanzato, che poi l’aveva lasciata non credendo appunto al racconto violento della serata.

All’esito della assoluzione, il padre di Lucarelli, cioè l’ex calciatore Cristiano, in uno sfogo ha abbattuto un cartellone in corridoio davanti ai carabinieri, per poi apostrofare alcuni giornalisti tacciati di essere «servi» e scrivere «falsità», mentre altri familiari hanno dato vita a scene di esultanza.
lferrarella@corriere.it


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23 aprile 2026 ( modifica il 23 aprile 2026 | 19:59)