di
Davide Stoppini

Claudio Ranieri ha incontrato la famiglia Friedkin e si è discusso di tutti gli aspetti legati alla separazione. Lascia sul tavolo un contratto da 1,5 milioni fino al 2027

A Roma per tutti da sempre Claudio è er fettina, soprannome dovuto a papà Mario, storico macellaio. La fettina è un taglio sottile di carne, si sa. Ma qui di sottile poco c’è stato, il taglio è netto e pure doloroso. Ranieri non è più il senior advisor della famiglia Friedkin, ruolo che aveva preso in carico l’estate scorsa, subito dopo aver riposto nell’armadio il vestito di allenatore. 

La sua prima mossa, la scelta di Gian Piero Gasperini come suo successore, è stata quella che ora lo porta al divorzio. La convivenza tra i due non era più possibile, nonostante i tentativi della proprietà di ricucire. Tra mercoledì e ieri la situazione è precipitata, fino a spingere i Friedkin a intervenire. È accaduto ieri pomeriggio, dopo una riunione tra lo stesso Ranieri e la proprietà collegata da remoto dagli Usa, durante la quale si sono discusse le modalità della separazione e anche gli aspetti legali. L’ufficialità, attesa per ore (e con relativo giallo per una intervista alla Rai dello stesso dirigente), arriverà solo oggi.



















































Ranieri lascia sul tavolo un contratto da 1,5 milioni di euro fino al 2027. Soprattutto, il suo addio mette in una posizione di grande forza Gasperini, che sarà il riferimento della Roma che verrà. Di fatto, con l’intervento pubblico prima della partita con il Pisa del 10 aprile, Ranieri aveva posto un aut aut ai Friedkin. E da quel bivio è uscito perdente. Tecnicamente si tratta di dimissioni, in realtà è una separazione amara. «Se mi continuerà a piacere questo ruolo, io sarò qui — disse —. Se non sarò interpellato me ne andrò, non faccio il garante di nessuno». Eccoci qui, allora.

La Guerra dei Roses dentro Trigoria, dunque, è vinta da Gasperini. Che è entrato in rotta di collisione con Ranieri fin dalla scorsa estate: i due si sono scontrati su ogni tema, dal mercato alla presenza a Trigoria, dallo staff medico ai fisioterapisti fino alla comunicazione, probabilmente anche sulle previsioni meteo ma qui non ci sono certezze. Il crollo della Roma in campionato — nel girone di ritorno gli stessi punti di Lazio e Fiorentina, 22 — ha aggiunto benzina sul fuoco. Nell’incendio rischia di restare coinvolto il ds Ricky Massara, legato a Ranieri: con il club ha un contratto fino al 2028 ma è probabile un suo addio, con Cristiano Giuntoli candidato numero uno per la successione.

Della Roma Ranieri è stato giocatore prima, allenatore poi, infine dirigente. Ieri mattina, nel Salone d’Onore del Coni, aveva detto: «Restiamo tutti uniti per un unico scopo». Mai distanza tra parole e fatti fu più grande. Proprio al Coni Ranieri aveva parlottato con Giovanni Malagò: chissà che non sia uscito l’argomento Nazionale. Strana la vita: dieci mesi fa Claudio disse no all’azzurro, scegliendo di restare senior advisor. Chissà, magari dalla Figc arriva una nuova chiamata per un ruolo di direttore tecnico.

24 aprile 2026