Roma, 23 aprile 2026 – «La sua cosa preferita sul pianeta sono le pecore e non ha un cellulare che squilla nei momenti meno opportuni». Hugh Jackman infila una mano nella tasca del giacchetto, sorride, ed estrae il suo telefono per spegnerlo mentre parla di George Hardy, il pastore che interpreta in Pecore sotto copertura.

Una commedia gialla – dal 7 maggio in sala – diretta da Kyle Balda (già regista di Minions) e scritta da Craig Mazin partendo dal romanzo Three Bags Full di Leonie Swann. Un film che reinventa il genere mystery partendo dalla placida e colorata campagna inglese. Tutte le sere, dopo aver lavorato nella fattoria, George legge alle sue amate pecore romanzi gialli che loro, ne è convinto, non possono comprendere. Ma quando una morte misteriosa sconvolge la tranquillità della vicina comunità, sarà proprio il variegato gregge ad indagare, seguendo indizi e sospetti, per scovare il colpevole.

«Ho amato la sceneggiatura. Craig Mazin, prima di Chernobyl e The Last of Us, ha iniziato facendo commedie come Una notte da leoni. Può fare di tutto», racconta l’attore. «Quando ho ricevuto il copione, mi hanno detto: “sarà qualcosa che non hai mai letto prima. È Babe che incontra Knives Out”. E l’ho semplicemente amato. Non ho mai visto niente del genere. È un film sul crescere in tutte le sue forme. Parla di quanto, a volte, le verità difficili o le cose spaventose della vita siano dure da affrontare».

Nel cast originale anche Nicholas Braun, Julia Louis-Dreyfus, Nicholas Galitzine, Molly Gordon, Hong Chau ed Emma Thompson. «Ho faticato molto con il fatto che avrei interpretato una persona quando ho ottenuto il ruolo», scherza Gordon, divenuta popolare per il ruolo di Claire in The Bear al fianco di Jeremy Allen White. «Amo i gialli e ho pensato che questa storia fosse bellissima perché parla di imparare e di quanto la vita sia un dono. È un titolo simile a quelli con cui sono cresciuta e non ne vedevo un così da molto tempo».

Quello che stupisce di Pecore sotto copertura, oltre al suo mix delizioso di mistero, commedia e cuore, è anche l’ottimo lavoro fatto con la CGI (immagini generate al computer) nel realizzare da zero il gregge. «Sono stata in una cabina di registrazione tutta sola e non avevo idea di come sarebbe stato», ricorda Louis-Dreyfus che presta la voce a Lily, pecora delle Shetland che spicca per la sua intelligenza. «Ho dovuto usare la mia immaginazione per pensare di essere su una collina con le altre pecore a risolvere un crimine o a cercare di superare certe paure. Ma quando ho potuto vedere il risultato finale, sono rimasta sbalordita. Non potevo credere alla maestria artistica che c’era dietro». «È stata sicuramente una sfida, ma in modo eccitante», le fa eco Gordon, riferendosi al dover recitare fingendo di essere circondata da animali. «Il primo giorno mi hanno portato all’alba su una collina e ho chiesto: “Chi è il mio partner di scena?”. Ho scoperto che si trattava di un pezzo di cartone. Quando sei lì ti senti un po’ un pazzo, ma sono impressionata da tutti gli artisti che sono riusciti a dargli vita perché sembra così reale». In un’ora e 40 minuti, la commedia riesce a concentrare un gran numero di temi e generi in un perfetto equilibrio. «Ho pianto e riso. E ho pensato: questo è un film fantastico che vorrei vedere a 57 anni e ci porterei i miei figli e nipoti», afferma Jackman. «Ne sono orgoglioso. È davvero per tutte le età ed è meraviglioso su tanti livelli diversi».