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Se incrociate un vip per la strada e non reagisce come vi aspettavate, al massimo tornate a casa con la convinzione che sia burbero, lunatico e maleducato. Se invece l’incontro è con un comico e dall’altra parte non ci sono sorrisi e battute, il commento è uno e soltanto uno: ‘Ammazza quanto è triste. Che delusione’.

Non esistono ‘giornate no’, non esiste la possibilità di avere mille pensieri e tormenti che ti balenano per la testa. Il personaggio famoso, dal vivo, deve essere identico a quello che ammiri in tv. E se per mestiere fai ridere la gente? Peggio ancora. Come un Totò che doveva essere Totò pure fuori dal set, si pretende che lo show prosegua ininterrottamente in una sorta di flusso senza sosta.

Vietare i reality ai comici

Motivo per cui in televisione andrebbe vietata per legge la partecipazione dei comici ai reality. Questi, per definizione, devono portare leggerezza e se entri in una casa, dove sei osservato ventiquattr’ore su ventiquattro per uno, tre, cinque mesi, non puoi fallire l’obiettivo.

Insomma, il comico deve essere una maschera. Perennemente. Guai a togliersela, guai a mostrare il vero volto, guai ad essere semplicemente se stessi.

Ecco allora che il reality diventa il contesto meno opportuno. Che sia una reclusione forzata dentro la casa del “Gf Vip” o un’avventura senza comfort sull’”Isola”, il comico non può presentarsi mai in ‘borghese’.

In tanti negli ultimi anni sono caduti nella trappola: Maurizio Battista, Valentina Persia, Omar Fantini, Simone Barbato, Roberto Ciufoli, Gegia. Fino ad arrivare ai recenti casi di Dario Cassini (che apparve anche all’”Isola” nel 2024) e Francesca Manzini.

Soprattutto quest’ultima da qualche tempo è al centro di ampie discussioni per via di sfoghi immortalati inevitabilmente dalle telecamere. In un faccia a faccia con Raimondo Todaro, la Manzini si è rivolta al ballerino in lacrime: “Secondo te sono brutta? Sono un cesso?”. Una fragilità psicologica che tuttavia cozza con l’immagine proposta all’esterno e che, si suppone, dovrà presto tornare a pubblicizzare.

Ci sono poi le liti, i dissapori, parole sbagliate che ti escono male e di cui sei costretto a chiedere scusa, oltre a tutto quello che un reality – che ti ordina di metterti a nudo – si porta dietro.

Ma un comico che litiga disturba più di un affondo generato da un’influencer o un’ex velina. Un comico polemico e pignolo irrita più di un conduttore antipatico. Perché il comico è il suo personaggio, sempre e comunque.

L’eccezione di Nino Formicola

Non tutte le vicende sono uguali, sia chiaro. Qualcuno il reality l’ha persino vinto. E’ il caso di Nino Formicola, che trionfò all’”Isola” del 2018 non per chissà quali sketch messi in campo, bensì per una costante narrazione che fece leva sul dramma della morte della storica spalla (Andrea Brambilla) e sulla difficoltà di reinventarsi nel mondo dello spettacolo. Vicende di cui, tra l’altro, gli spettatori erano già al corrente.

A quel punto però sei altro, non più il comico puro. Far ridere per mestiere è dura. Perché il pubblico non ti concede intervalli. E ti chiederà sempre di essere quella che imita la Blasi, la Ferilli e la Venier.








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