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Redazione Online

Il cantone Vallese non può farsi carico delle spese: la mutua svizzera chiederà il rimborso di 100 mila franchi per le spese sostenute per il breve ricovero di tre ragazzi italiani rimasti feriti al Constellation

La mutua svizzera chiederà all’Italia il rimborso di 100 mila franchi (108 mila euro circa) delle spese sanitarie sostenute dall’ospedale di Sion per il breve ricovero di tre ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo del Constellation, a Crans-Montana. 

È quanto emerso dall’incontro di questo pomeriggio tra l’ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado e il presidente del Cantone del Vallese Mathias Reynard, che ha riferito di non avere margini, dal punto di vista normativo, per farsi carico delle spese.



















































L’Italia ha però chiarito di non volere pagare: «Il nostro Paese», ha chiarito l’ambasciatore Cornado, «si è fatto carico per settimane della cura di due cittadini svizzeri all’Ospedale Niguarda di Milano e la protezione civile della Valle d’Aosta ha partecipato ai soccorsi con un proprio elicottero nelle prime ore della tragedia: c’è un principio di reciprocità che va rispettato».

Nei giorni scorsi ai familiari di alcuni dei ragazzi rimasti feriti erano arrivate fatture-monstre da parte dell’ospedale di Sion: in particolare, ai familiari di Manfredi Marcucci, 16enne romano rimasto gravemente ferito con altri 18 connazionali nel rogo, era giunto un conto da 75 mila euro per un ricovero in terapia intensiva per quindici ore; a quelli di Eleonora Palmieri, 29enne originaria di San Giovanni in Marignano, una fattura da «decine di migliaia di franchi».

Nel documento c’era scritto che si trattava solo di una comunicazione informativa, e che la cifra non doveva essere saldata: ma la mancanza di sensibilità aveva spinto l’ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti, a definire quanto accaduto «un disguido». Balzaretti non aveva però garantito che sarebbe stata la Svizzera a prendersi carico delle spese mediche necessarie per i ragazzi ustionati in un rogo scatenatosi in un locale dove – secondo le prime risultanze delle indagini – i controlli di sicurezza previsti erano stati ignorati per anni: «L’Italia», aveva detto al Corriere, «ha ribadito che le spese devono essere a carico delle autorità svizzere e mi aspetto che nel corso dell’interlocuzione tra le autorità competenti si possa arrivare a un accordo» su chi debba pagare le spese.

Articolo in aggiornamento…

24 aprile 2026 ( modifica il 24 aprile 2026 | 18:23)