Caro Aldo,
in Bulgaria si afferma il filorusso Radev, che si teme possa sostituire Orbán nel boicottare le decisioni della Unione europea. Diventa drammatica l’urgenza di abolire l’unanimità del voto e sostituirlo con una maggioranza qualificata. Ora, perché domani sarà troppo tardi. Lei che pensa?
Angelo Tirelli, Milano
Caro Angelo,
fuori Orbán, dentro Radev: Putin ha comunque un amico in Europa, l’esigenza di superare l’unanimità all’interno dell’Ue resta. Va detto però che la storia dell’Ungheria e quella della Bulgaria sono molto diverse. La Bulgaria era l’unico Paese del Patto di Varsavia dove non esistesse un sentimento antisovietico. I bulgari erano grati ai russi per averli liberati dal giogo turco. La cattedrale ortodossa di Sofia fu costruita in onore dei soldati russi della guerra del 1877 contro gli ottomani e dedicata ad Aleksandr Nevskij, il condottiero del Duecento venerato dai russi come santo, e patrono dello zar Alessandro II. La Bulgaria fu l’unico alleato della Germania a non dichiarare guerra all’Unione Sovietica e a non mandare truppe. A Sofia non ci furono le rivolte che infiammarono Budapest e poi anche Praga e Varsavia. Per prendere in giro il governo, l’estrema sinistra definiva l’Italia «la Bulgaria della Nato».
Paolo Garimberti su Repubblica ha notato una curiosa somiglianza fisica tra il nuovo presidente bulgaro Rumen Radev e lo storico leader comunista Todor Zhivkov, uno dei più longevi autocrati europei, al potere dalla morte di Stalin al crollo del Muro. Andai in Bulgaria nel 1996, per raccontare l’assalto del popolo affamato al Parlamento, e proposi un’intervista a Zhivkov. Lui accettò ma chiese mille dollari, in contanti. Non mi era mai accaduta una cosa simile, né mi è più accaduta in seguito. Posi la questione alla Stampa. In redazione mi dissero che era stato consultato lo stesso Avvocato Agnelli, ma non so se sia vero. Fatto sta che arrivò l’indicazione di pagare e di fare l’intervista. Zhivkov viveva in una villetta sul monte Vitosha, che domina Sofia, una capitale tutt’altro che plumbea: la più grande sinagoga dei Balcani, una moschea opera di Sinan, il Michelangelo ottomano, la cattedrale cattolica… Chiesi a Zhivkov come aveva potuto ibernare un Paese per quasi mezzo secolo. Rispose che lo considerava un capolavoro politico.
24 aprile 2026
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