Firenze, 24 aprile 2026 – È uno degli architetti più conosciuto e rispettati del panorama italiano. Vittorio Grassi è considerato un archistar: nato nel 1968 e laureato nel 1993 presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, ha lavorato a Parigi, Londra e dal 1997 al 2005 a Genova con Renzo Piano entrando a far parte della Renzo Piano Building Workshop. Con oltre 25 anni di esperienza internazionale, nel 2005 fonda il proprio studio a Milano e nel 2013 ne apre una filiale a Parigi.

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Si distingue per la riqualificazione di edifici storici vincolati in ambiente urbano. Tra i più significativi: l’Antica Cà Litta a Milano, la Galleria Sabauda e l’agenzia centrale della Banca Nazionale del Lavoro a Torino. Il suo studio è noto anche per grande la grande varietà di progetti: dalla pianificazione urbanistica, a complessi residenziali, hotel, uffici, spazi commerciali ed edifici pubblici in tutto il mondo.

Il 'cubo nero' al posto dell'ex teatro Comunale (Foto Gianluca Moggi/ NewPressPhoto)

Il ‘cubo nero’ al posto dell’ex teatro Comunale (Foto Gianluca Moggi/ NewPressPhoto)

Ha tenuto conferenze alla AA Scuola di Architettura a Londra, all’Università di Cape Town, all’Università di Bath e altre università italiane. Dal 2008 è visiting professor alla Scuola Master F.lli Pesenti presso il Dipartimento di Ingegneria Strutturale del Politecnico di Milano. Indagato nel caso del Cubo nero, alla nostra chiamata ha preferito rispondere con un “no comment”.

Le accuse per il Cubo Nero

Due manager delle proprietà e due membri della soprintendenza; tre progettisti; quattro componenti della commissione paesaggio del Comune di Firenze e quattro dirigenti della direzione urbanistica di Palazzo Vecchio. Sono questi gli indagati nell’inchiesta sul ‘Cubo nero’, il complesso residenziale di lusso sorto sulle ceneri dell’ex teatro Comunale. Le accuse ipotizzate, a vario titolo, sono falso, falso ideologico in atto pubblico, abuso edilizio e violazione del codice dei beni culturali e del paesaggio in concorso.

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I nomi di tutti gli indagati

I nomi iscritti sul registro degli indagati, a cui sono stati notificati gli avvisi a comparire, sono in totale 15: oltre a Vittorio Grassi c’è l’ex soprintendente Andrea Pessina, l’allora direttore generale di Cassa depositi e prestiti depositi Investiment Sgr (proprietaria fino a febbraio 2020 dell’immobile), Marco Sangiorgio, il manager senior della Savills (attuale proprietaria dell’ex Comunale), Alessandro Rendina. Ci sono anche Stefano Boninsegna e Enrico Santi, due progettisti incaricati dalla proprietà, e Francesca Fabiani, funzionaria della soprintendenza, nonché responsabile del procedimento amministrativo del nuovo complesso in riva d’Arno. Sul fronte comunale, gli indagati sono Stefania Fanfani, dirigente della direzione urbanistica, Elisabetta Fancelli, dirigente della direzione edilizia privata, Annalisa Pontenani, responsabile del procedimento amministrativo per il rilascio del permesso a costruire e Eleonora Cisternino, dirigente servizio amministrativo urbanistica. Quattro, infine, i membri della commissione paesaggio del Comune di Firenze alle quali è stato notificato l’avviso di garanzia, sono: Michele Martino, relatore della commissione, e tre componenti: Alessandro Foggi, Goretta Adele Caucci, Alessandro Bellini.