di
Monica Scozzafava

La squadra di Conte domina per tutta la partita e si riporta momentaneamente al secondo posto. Il belga illumina, per lui standing ovation

Il Napoli blinda il piazzamento Champions, l’Inter deve rinviare la festa scudetto. Quattro occasioni limpide in dieci minuti di gioco, 13 tiri in porta: record stagionale del Napoli, numeri che accrescono i rimpianti di Conte. Quattro gol senza prenderne, anche questo è un risultato inedito in una partita che il Napoli ha azzannato. Si dirà che l’avversario, la Cremonese, è 40 punti sotto, facile il tiro al bersaglio. È vero ma fino a un certo punto.
Perché tanti risultati negativi di una rosa come quella partenopea sono arrivati proprio con le squadre medio piccole, e nella serata del Maradona Conte quasi non sa se essere felice oppure no (la corsa al secondo posto resta un suo punto d’onore, prima di decidere se restare o andar via). 

Per ora fa il papà chioccia: «Critiche eccessive verso di noi, ma i ragazzi hanno reagito e meritano di finire nel migliore dei modi». Ed è amareggiato per Lukaku: «È venuto al centro sportivo, mi sarei aspettato un saluto, una telefonata». Titoli di coda di un rapporto che è stato fortissimo. Vanno a segno McTominay e De Bruyne, i forti, i talentuosi. Quelli che…hanno dato ma anche tolto al Napoli: il belga è stato assente per 4 mesi e al rientro non era sembrato così frizzante. È il suo primo gol su azione della stagione (il numero 100 nei 5 top campionati europei), l’ultimo centro era stato il rigore contro l’Inter a fine ottobre che gli era costato il grave infortunio al flessore.
 
McTominay sale in cattedra e apre le danze al 3’ con un destro dal limite, poi spreca le tre opportunità successive che in pochi giri di orologio capitano sui suoi piedi. Ne avrà poi altre otto di occasioni chiare, si concede anche il lusso di sbagliare un rigore nel finale. Si chiama determinazione, forse anche per la soddisfazione di non fornire con troppo anticipo ai nerazzurri il primo match point.
 
Gli azzurri mostrano l’ennesima versione di loro: in campo non ci sono i fantastici quattro — croce e delizia — che tutti insieme si sono limitati a vicenda — Anguissa è il sacrificato della serata e le posizioni più accentrate (e libere) di De Bruyne e McTominay hanno indirizzato la partita in una direzione diversa: con tante soluzioni offensive. Hojlund riesce a smarcarsi con una grande prova di forza da un difensore di stazza come Baschirotto. L’autogol di Terracciano è un’azione tutta sua, il tiro viene poi deviato dal difensore della Cremo. 



















































Alisson si esalta, sua la firma sul quarto gol: riceve palla da Milinkovic e corre a perdifiato per mezzo campo, festeggia poi sotto la curva. Il secondo tempo si allarga, dribbla e tira. Libero con la testa sfoggia il ritmo sudamericano. Conte richiama Hojlund e inserisce Giovane, l’altro brasiliano. Cambi anticipati dal risultato rassicurante, ma c’è anche la sensazione che l’allenatore del Napoli voglia rendere merito a fine stagione a tutti i suoi giocatori. Gilmour (entrato per Lobotka) sfiora il gol, Rrahmani prende addirittura la traversa. La Cremonese troppo leggera non è stata mai in partita, a nulla è servito il divieto dei cellulari disposto da Giampaolo. Ora ha pochissimo tempo per provare a non retrocedere.

24 aprile 2026 ( modifica il 24 aprile 2026 | 23:19)