Fuorisalone: l’appartamento di Studiopepe è un invito a riportare il progetto a una dimensione più intimaFoto Andrea Ferrari

A vent’anni dalla fondazione, Studiopepe ridefinisce il proprio spazio e il proprio racconto. In viale Abruzzi, lo studio trasforma la sede storica in un “project apartment”: non più solo ufficio, ma piattaforma aperta tutto l’anno per mostre, incontri e sperimentazioni condivise con partner e creativi. Un passaggio che coincide con un momento di bilancio e di ripartenza, e che prende forma, durante la Milano Design Week, nel progetto The Intimacy.

Fuorisalone: l’appartamento di Studiopepe è un invito a riportare il progetto a una dimensione più intimaFoto Andrea Ferrari

L’intervento occupa l’appartamento di viale Abruzzi 20, una sequenza di stanze con soffitti a stucco, parquet a spina di pesce e grandi finestre. Qui l’interior diventa dispositivo narrativo: arredi, opere e installazioni costruiscono un percorso che intreccia dimensione domestica e ricerca progettuale, mettendo al centro una riflessione sull’intimità come motore del processo creativo.

Fuorisalone: l’appartamento di Studiopepe è un invito a riportare il progetto a una dimensione più intimaFoto Andrea Ferrari

«È il luogo più intimo nostro, mio e di Arianna, quello in cui è nata la creatività dello studio», spiega Chiara Di Pinto. «Crediamo che anche il processo creativo abbia bisogno di una dimensione raccolta, soprattutto durante la settimana del Salone, che è un momento di grande esposizione. Noi, invece, abbiamo sempre cercato di costruire uno spazio più domestico, dove incontrare le persone con tempi diversi, più lenti».

Fuorisalone: l’appartamento di Studiopepe è un invito a riportare il progetto a una dimensione più intimaFoto Andrea Ferrari

Lo spazio è stato completamente riallestito per l’occasione e manterrà questa configurazione per tutto l’anno, inaugurando una nuova fase per lo studio. «L’idea è di trasformarlo ciclicamente: oggi è un appartamento, domani potrebbe diventare altro. Ci interessa mantenerlo vivo, in evoluzione». Un contenitore flessibile che, oltre all’allestimento, ospiterà un programma di attività in progress – reading, presentazioni, incontri –, destinato a consolidarsi nei prossimi mesi.

Fuorisalone: l’appartamento di Studiopepe è un invito a riportare il progetto a una dimensione più intimaFoto Andrea Ferrari

Il percorso espositivo si costruisce quasi interamente su progetti firmati Studiopepe, tra novità e lavori recenti, accostati a una selezione di arredi vintage provenienti da Galleria Incanto. «Ci interessava introdurre anche oggetti con una storia, per raccontare i designer attraverso una dimensione più personale», continua Di Pinto. Tra i pezzi, anche il vaso Cora – uno dei primi prodotti dello studio – inserito come traccia di memoria all’interno del percorso.

Fuorisalone: l’appartamento di Studiopepe è un invito a riportare il progetto a una dimensione più intimaFoto Andrea Ferrari

Accanto agli arredi, entrano altri linguaggi: arte, suono, immagine. Piccole installazioni sonore e video sono disseminate nello spazio, quasi invisibili: telefoni che squillano, interventi minimi che attivano l’ambiente e ne modificano la percezione. A queste si affianca il lavoro fotografico di Andrea Ferrari, collaboratore storico dello studio, la cui ricerca dialoga con l’indagine di Studiopepe sul rapporto tra forma e spazio.

Fuorisalone: l’appartamento di Studiopepe è un invito a riportare il progetto a una dimensione più intimaFoto Andrea Ferrari

Il progetto si costruisce anche attraverso una rete consolidata di collaborazioni. Da Tacchini a Baxter, da Exteta a cc-tapis, fino a Gallotti&Radice e Incalmi, i partner partecipano con interventi site-specific o nuove declinazioni di prodotti disegnati dallo studio. Con Incalmi, in particolare, nasce una nuova collezione di scatole e maniglie, oltre agli inserti materici della boiserie in mogano.

Fuorisalone: l’appartamento di Studiopepe è un invito a riportare il progetto a una dimensione più intimaFoto Andrea Ferrari

Guardando indietro, il confronto con i progetti più sperimentali del passato – dalle installazioni a carattere esoterico ai set più narrativi – restituisce la misura di un cambiamento. «Erano ricerche molto personali, che continuiamo a portare avanti», osserva Di Pinto. «Ma il contesto è cambiato: oggi certi temi sono molto diffusi, a volte anche in modo superficiale. Se li riprendessimo, lo faremmo in modo diverso. Ogni progetto, in fondo, racconta un momento preciso».

Fuorisalone: l’appartamento di Studiopepe è un invito a riportare il progetto a una dimensione più intimaFoto Andrea Ferrari

In una design week sempre più orientata alla spettacolarità e ai grandi numeri, The Intimacy si muove in controtendenza: uno spazio raccolto, quasi domestico, dove il progetto si sottrae alla logica dell’esposizione per tornare a essere processo, relazione, tempo condiviso.

dove: Studiopepe, viale Abruzzi 20, Milano
quando: 20-25 aprile 

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