di
Andrea Tinti
Il cantautore in tour con il suo ultimo album «Casa Paradiso»: «Sanremo? Mi sono sentito un po’ fuori contesto ma mi ha lasciato un bellissimo ricordo»
Stasera Tommaso Paradiso è all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna) con un tour che promuove il suo ultimo album, «Casa Paradiso» (ore 21, da 52.90 a 71.30 euro). Un ritorno in una location che ha già frequentato.
Chi vive dentro «Casa Paradiso»?
«Scrivo sempre quello che vivo o che vedo molto da vicino, quindi è una casa piena di storie vere, fragilità ed emozioni. Più che un luogo fisico è uno spazio emotivo, come invitare qualcuno dentro qualcosa di molto intimo».
Invece, sul versante della vita quotidiana chi sono i suoi punti di riferimento?
«Prima di tutto la mia famiglia, che resta il punto fermo e poi le persone che fanno parte della mia quotidianità. Sono una persona abbastanza abitudinaria, vivo nello stesso quartiere da anni e lì ho i miei punti di riferimento».
Il dopo Thegiornalisti è stato un percorso in salita?
«Nel concreto non è cambiato molto: il modo in cui lavoro è sempre uguale. Oggi i brani escono a mio nome, prima uscivano con il nome del gruppo. Il periodo del Covid, invece, è stato sicuramente complesso, ha messo tutto in pausa, ripartire è stato un passaggio importante».
Il suo ultimo album è un disco molto intimo. Come si riesce a proporlo in un palasport?
«Alla fine non è la grandezza del posto a fare la differenza. Il rapporto con il pubblico resta lo stesso: si crea sempre una connessione molto forte, quasi una magia. Anzi, a volte le canzoni più intime, in spazi grandi, si amplificano ancora di più, si espandono».
Andare a Sanremo ne vale veramente la pena o lo «stress» di quei giorni potrebbe essere speso in maniera migliore?
«Ora, a mente fredda, posso dire che mi sono divertito e che ne è valsa la pena. È stata un’esperienza molto intensa, la definirei dolceamara: da un lato mi sentivo un po’ fuori contesto, dall’altro mi ha lasciato un bellissimo ricordo».
Da bambino quale futuro si immaginava per sé stesso?
«Da bambino non avevo un’idea precisa. Poi la prima volta che ho visto gli Oasis qualcosa si è acceso: ho capito che stare su un palco doveva essere il mio posto».
Essere diventato padre ha cambiato la sua prospettiva?
«Ha cambiato tutto. In particolare sono molto più disciplinato, ho cambiato le mie abitudini, vorrei vivere cent’anni per vederla crescere il più possibile».
Si esibisce il 25 aprile a Bologna. Cos’è per lei il 25 aprile?
«È una data che ha un peso importantissimo, un momento da vivere con rispetto, senza retorica. Essere lì a suonare quel giorno significa condividere qualcosa con le persone, in un clima che va oltre il concerto. Poi ognuno lo sente a modo suo e va bene così».
Tornando alla musica. Qual è la canzone che ha scritto di cui va più fiero?
«Una delle mie preferite è Blu ghiaccio travolgente, ogni volta che la canto mi smuove tutto».
E di contro quella che non la rappresenta più?
«Maradona y Pelè, nonostante il successo non la sento più mia».
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25 aprile 2026 ( modifica il 25 aprile 2026 | 11:16)
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