di
Elena Meli

Le polveri sottili, ma anche il fumo di tabacco e alcune sostanze rilasciate dalle sigarette elettroniche, aumentano fino a nove volte il rischio di congiuntivite allergica

Non soltanto pollini: se gli occhi lacrimano, a primavera, può essere colpa anche dell’aria inquinata, da smog e non solo. Il particolato atmosferico e il fumo delle sigarette, tradizionali e non, possono infatti irritare la superficie degli occhi e provocare bruciore, rossore e lacrimazione, peggiorando i sintomi in chi ha una congiuntivite allergica da pollini. Lo segnala l’Associazione Italiana Medici Oculisti, sulla base dei risultati di un ampio studio pubblicato di recente.

Aumenta il rischio

Per l’indagine sono stati rianalizzati i dati di 29 ricerche precedenti su oltre tre milioni di visite oculistiche ambulatoriali in persone con una congiuntivite e i risultati sono chiari: l’esposizione agli inquinanti ambientali può comportare la comparsa dei sintomi o peggiorarli, in sinergia coi pollini primaverili. Per esempio, se si è esposti a livelli elevati di particolato fine PM2.5 il rischio di congiuntivite cresce fino a nove volte, perché aumenta lo stimolo pro-infiammatorio sulla superficie dell’occhio. Come spiega la presidente Aimo Alessandra Balestrazzi, «Il disturbo oculare più comune legato all’inquinamento atmosferico è l’irritazione o l’infiammazione della congiuntiva, ma molto frequente è anche il cosiddetto occhio secco. Oltre allo smog prodotto dal traffico e dalle attività industriali, anche il fumo di tabacco può provocare sintomi come prurito, arrossamento e irritazione degli occhi e disturbi come cherato-congiuntivite allergica. Pure alcune sostanze rilasciate dalle sigarette elettroniche, come le aldeidi e i radicali liberi, possono modificare la stabilità del film lacrimale e causare alterazioni infiammatorie della cornea».



















































Come proteggersi

Oltre al calendario dei pollini, quindi, in primavera e non solo sarebbe bene monitorare anche i dati di inquinamento ambientale e, naturalmente, non fumare. Quando compaiono i sintomi di una congiuntivite allergica è bene non banalizzarla né ricorrere a colliri antibiotici o cortisonici in modalità fai da te, ma chiedere all’oculista per una diagnosi corretta e una terapia appropriata. «Un’attenzione particolare va riservata a chi porta lenti a contatto e ai bambini, che possono presentare forme anche severe con danni che possono protrarsi nel tempo favorendo lo sviluppo di patologie corneali vere e proprie», dice Balestrazzi, che indica anche qualche semplice regola per proteggere gli occhi da pollini e smog: «All’aperto possono essere utili occhiali da sole avvolgenti, che aiutano a ridurre il contatto con pollini e vento; se c’è molto polline è bene non stare troppo fuori e, quando compaiono i sintomi, mai strofinare gli occhi perché farlo peggiora l’infiammazione e l’irritazione. Per trovare sollievo in caso di necessità possono essere utili colliri a base di sostituti lacrimali che contengano anche sostanze antinfiammatorie o antistaminiche, ma il fai da te con rimedi improvvisati va evitato: se i sintomi persistono o peggiorano, occorre chiedere consiglio all’oculista».

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25 aprile 2026 ( modifica il 25 aprile 2026 | 12:39)