Anche la scherma entra nel mondo dell’AI con telecamere ad alta velocità e realtà aumentata. Il debutto in gara questa notte a Los Angeles
A prima vista si potrebbe pensare di essere stati catapultati in un mix tra Guerre Stellari e Harry Potter, ma in realtà siamo nel mondo della scherma e del suo tentativo di trovare il modo di essere più facilmente comprensibile al grande pubblico. Ecco così che le traiettorie delle lame lasciano scie luminose nello spazio, un po’ come fanno le spade laser o le bacchette magiche dei protagonisti nei film. Solo che in questo caso parliamo di armi vere (da scherma sportiva, intendiamo) integrate da una tecnologia che fa parte del progetto «Fencing Visualized». È pensato per rendere appunto la disciplina delle lame e delle pedane più facile e interessante da seguire.
Le diverse velocità di spada, sciabola e fioretto
Oggi chi assiste a una gara vede movimenti di varia rapidità a seconda dell’arma (sono velocissimi quelli della sciabola; lenti e studiati, come in una partita a scacchi, quelli della spada; intermedi, ma più orientati verso la sciabola, quelli del fioretto) che si concludono anche dopo pochi secondi. L’azione termina quando uno dei due atleti colpisce l’altro e si accende una luce (verde o rossa) che indica chi ha messo il colpo. Il fatto è che mentre nella spada può valere anche il colpo doppio, nella sciabola e nel fioretto viene applicato il concetto di priorità: vince chi «ha rubato» il tempo al rivale, evitando, magari, anche una sua parata con conseguente risposta. Non è agevole dunque comprendere le azioni di questo sport, per cui si fa appello alla tecnologia per provare a dare una visualizzazione immediata e descrittiva.
Telecamere veloci e realtà aumentata
Il progetto si basa su telecamere molto veloci, sulla realtà aumentata e sull’intelligenza artificiale per tracciare in tempo reale i movimenti della punta della lama e mostrarne la traiettoria. È un’idea che esiste da dieci anni, ma sarà usata per la prima volta, in una competizione, nella World Fencing League, una nuova lega nata proprio con l’obiettivo di rendere la scherma più “mainstream” e televisiva: esordirà a Los Angeles nella notte italiana tra il 25 e il 26 aprile. A questo primo torneo parteciperanno 12 tra schermidori e schermitrici: tra di loro le italiane Arianna Errigo (fiorettista con un palmares da 3 medaglie olimpiche, 22 mondiali e 19 europee) e Michela Battiston (sciabolatrice).
Le regole
Ci sarà un’unica gara tra due squadre, ciascuna formata da sei atleti; due per ogni specialità, cioè fioretto, spada e sciabola. Ogni atleta affronterà un avversario della stessa specialità e la vittoria di ogni assalto assegnerà un punto alla propria squadra. In caso di parità dopo i sei incontri, si disputerà uno spareggio finale in cui vincerà chi segnerà per primo una stoccata, in pratica l’equivalente del «golden gol».
Anche i singoli assalti saranno diversi dal formato tradizionale. Non si userà più il criterio per cui vince chi raggiunge per primo quota 15 entro 3 tempi da 3’ l’uno, e se il tempo scade vince chi è in testa. Ecco, in questo caso vale la seconda di queste opzioni: comanda il cronometro e l’assalto andrà a chi, allo scadere del tempo effettivo, sarà in vantaggio. Non solo: gli assalti saranno più dinamici, con meno interruzioni. Nella scherma tradizionale, per dire, un colpo fuori bersaglio ferma l’azione; nella World Fencing League no.
Ad avviare il Fencing Visualized Project fu «Rhizomatiks Research», che nel 2012 propose di rendere visibile la punta delle armi: dietro allo sviluppo del sistema ci sono uno degli artisti giapponesi più noti al mondo nell’intersezione tra tecnologia, programmazione e performance e un ingegnere informatico pioniere nello sviluppo di hardware digitali innovativi. Negli anni questo progetto rivoluzionario ha fatto diversi passi avanti, ma costi, complessità e sostenibilità l’hanno limitato. Ora ci si riprova perché certi sport hanno l’assoluta necessità di proporre format più adatti alla televisione e alla divulgazione.
Il precedente (non riuscito) dell’hockey
In fondo è anche quello che ha tentato di fare l’hockey su ghiaccio, dato che il disco è piccolo e, abbinato alla rapidità del gioco, diventa difficile da seguire. Qualche anno fa a Tampere, in Finlandia, si sperimentò un disco non più nero ma luminoso. Test purtroppo fallito a causa del fatto che il disco viaggia a velocità enormi: così la luce emessa, rossa in quanto era la più visibile, agli occhi delle telecamere veniva comunque “mangiata” dal riflesso delle telecamere. La scherma si augura di non vivere qualcosa di simile con Fencing Visualized.
Per non perdere le ultime novità su tecnologia e innovazione
iscriviti alla newsletter di Login
25 aprile 2026 ( modifica il 25 aprile 2026 | 10:16)
© RIPRODUZIONE RISERVATA