“La lupa dell’accoglienza”: il maestro Alberto Inglesi chiama così la scultura che ha donato alla sua Siena. Posta alla rotonda di Fontebecci, accoglie chi arriva in città da nord. Accoglie, con lo sguardo, il bambino che, salendo una scala, vuole raggiungere Senio e Ascanio. Poggia su un ‘albero’ a cinque radici, “l’albero della vita, di cui l’animale è il frutto. Il terzo bambino è tutti, il bianco, il nero, l’uomo, la donna”. Nel tronco anche tre cipressi, che rappresentano “il paesaggio senese” e una colomba, simbolo della pace, ché “di pace, in questo periodo, c’è tanto bisogno”.
“Lupa capitolina, lupa senese, per me è la lupa dell’accoglienza – dice Inglesi –: io ho voluto raccontare qualcosa di profondo e l’ho fatto con una rivisitazione della Madonna della Scala del Vecchietta. La lupa ha la testa piegata perché guarda i bambini, stupita del terzo che sta salendo. Ha lo sguardo dolce e non aggressivo, non da iena, come ha detto qualcuno. E poi, al di là che non è dentro le mura, la scultura è dinamica, un po’ di libertà artistica mi sia concessa”.
Accanto alla lupa, si staglia una grande pietra, dal peso di 23 quintali, che riporta in caratteri metallici ‘Cor magis tibi Sena pandit’, il motto che dà il nome all’opera monumentale di Inglesi. Sul lato opposto della roccia i 17 barberi, le 17 anime di Siena che ne fanno una sola, sgorgano come una cascata. “Siamo su un tratto della vecchia via Francigena che i pellegrini percorrevano per raggiungere Camollia: questo il richiamo”, spiega Inglesi.
Il lavoro del maestro si inserisce nel percorso di qualificazione delle aree extra moenia e di rafforzamento dell’identità dei principali accessi alla città, voluto dal Comune. “È un progetto a cui teniamo molto – sottolinea l’assessore ad ambiente, manutenzione aree verdi e decoro urbano, Barbara Magi –. E che possiamo realizzare grazie alla generosità di scultori come Alberto Inglesi: le opere donate sono la testimonianza della stretta collaborazione, fondamentale, tra l’amministrazione, i cittadini e gli artisti. Ringrazio anche Conad per il supporto. Abbiamo altri due progetti in cantiere: un’opera è già stata realizzata è sarà installata prima dell’inizio dell’estate; l’altra è un po’ più indietro, per ritardi nell’acquisizione del materiale. Per questo è importante avere sponsor che ci supportino”.
“Abbiamo accolto subito con entusiasmo la proposta del Comune e del maestro di ‘adottare’ la scultura – dice quindi Duccio Carapelli, socio di Conad Fontebecci –. Conad, a livello locale, ma anche nazionale, è vicino al territorio e appoggia sempre iniziative sociali, artistiche e culturali. È stato un privilegio partecipare, sostenendo l’opera, alla riqualificazione di questa zona”.
‘Cor magis tibi Sena pandit’ ha ricevuto la benedizione di don Claudio Rosi. “Sopra Fontebecci sorge già un altro segno antico, il monogramma di San Bernardino – le sue parole –, che campeggia anche sulle porte della città come simbolo di accoglienza e della nostra identità cristiana. È il nome di Gesù. Questa scultura fa tutt’uno con questo simbolo, voluto dai nostri avi. Signore Padre Santo benedici la città, le sue istituzioni, i suoi abitanti, questo tuo figlio che ci ha onorato con quest’opera e chiunque arriverà a Siena. Che qui trovi pace”.