Un negozio per non annoiarsi, Barbara Frua e Pictalab alla Milano Design Week 2026

Con l’apertura di Nonòzio, in Via Marsala 13 a Porta Garibaldi, parte di quel mondo diventa visitabile. Lo spazio è un ex galleria con ampie vetrate sulla strada, senza una vera data di inizio né di fine, qualcosa a metà tra un pop-up e un laboratorio aperto. Nasce dal gioco tra “negozio” e “ozio”: un neologismo che spiega anche l’approccio ironico delle fondatrici. Grandi fogli dipinti scendono dal muro come stendardi, specchi in verre églomisé sono allineati su una parete a foglia d’oro, campionari e cataloghi occupano i ripiani. La pittura parietale di Pictalab entra in dialogo con i pezzi unici di Barbara Frua – lampade, tappeti, ceramiche, mobili – in un ambiente dove il bidimensionale e il tridimensionale si confondono fino a perdere i confini della stanza. Le nuove collezioni che Pictalab presenta qui sono diverse per registro e ispirazione, ma tutte fedeli alla stessa ossessione. Vimini, sviluppata insieme a Frua, propone sedici varianti di intreccio grafico combinabili su fondi cromatici diversi. Rap Tribù, realizzata con l’illustratrice Chiara Rapacini, va nella direzione opposta, figure tribali dal tratto continuo e spontaneo, ironiche e sbilanciate, che evocano segni primitivi tracciati su una caverna. La Linea ‘900, sviluppata con Di Mano in Mano, parte dai mobili dell’ebanista Eugenio Quarti e traduce in linguaggio murale l’eleganza degli intarsi Liberty, con pigmenti metallici e dettagli in foglia oro. Roma a Fresco, con Roberto Mariani, rilegge gli affreschi dell’antica Roma, flora, fauna, colonne, dipinti a mano e poi tradotti in carte componibili. E infine il nuovo campionario di ceramiche modellate in basso rilievo, pensate per il rivestimento murale ma applicabili anche a piani, cornici, maniglie, pomelli. Per Pictalab non esiste superficie che non meriti di essere pensata. Tutto il resto è noia.