Rimini, 25 aprile 2026 – Da un garage di Rimini alla conquista delle strade del mondo, Alex Leardini ha trasformato un sogno romantico in una rivoluzione tecnologica. Il ceo di Retrokit, l’azienda al numero 20 di via Portogallo, ha trovato il modo di salvare le vecchie Vespe e non solo, dotandole di un cuore elettrico (che parte dai 3250 euro) senza tradirne l’anima. Un’impresa nata tra amici che oggi vanta brevetti e clienti d’eccezione.

Alex ha trovato il modo di salvare le vecchie Vespe
Tecnicamente, cos’è il kit?
“Una scatola di montaggio con motore elettrico, batteria e tutta l’elettronica. È un sistema plug and play (collega e usa) completamente reversibile”.
Quindi non modificate il telaio originale della Vespa?
“No, non si tocca nulla. Si toglie il vecchio motore a scoppio e si monta il nostro. La Vespa resta lei, ma con un cuore nuovo”.
Quanto tempo serve per completare la trasformazione?
“È un po’ come un mobile dell’Ikea. Con le istruzioni e i video, in circa quattro ore un meccanico o un appassionato può finire l’opera”.
Com’è nata l’avventura?
“Tutto è iniziato nel 2018 nel garage di casa mia a Rimini. Due amici ingegneri, io e Leonardo Ubaldi”.
Da lì è iniziata la magia?
“Sì, io sono un ingegnere meccanico e lui elettronico e un giorno mentre stavamo preparando le bici da downhill, ho guardato la mia vecchia Vespa 50 in fondo al garage: perché non farla elettrica?”.
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Dall’officina casalinga siete passati subito a fare sul serio?
“All’inizio era un gioco, ma il kit funzionava bene fin da subito. Partecipammo alla Startup Cup Emilia Romagna classificandoci tra i primi”.
Avete capito di avere tra le mani un vero business?
“C’era un interesse enorme da parte dei media e dei venture capital. È stato un movimento mediatico incredibile che ci ha spinti a crederci davvero”.
Però mancava qualcosa: la legge per circolare con il Retrokit.
“Esatto. In Italia non esisteva una normativa per le due ruote. Abbiamo passato anni tra tavoli tecnici a Roma e uffici ministeriali, ma alla fine ci siamo riusciti”.
È stata una battaglia?
“Durissima. Ma nel luglio 2022 è finalmente arrivata la firma sul decreto 141, scritto su misura per noi”.
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Oggi il mercato di Retrokit fino dove arriva?
“Siamo forti in Germania, Olanda e Danimarca. L’export in Nord Europa è incredibile, lì amano follemente il concetto di Dolce Vita italiana”.
Avete anche dei clienti famosi, vero?
“Sì, da manager di Tesla fino a personaggi come Luca Cordero di Montezemolo o l’attore Pierpaolo Spollon, che girano con le nostre creazioni”.
Quanto fattura Retrokit?
“Siamo sopra i 500 mila euro di fatturato. Produciamo circa 200 kit all’anno e una quarantina di Vespe complete totalmente restaurate”.