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Redazione Sport

I magistrati della Procura di Milano che hanno indagato il designatore Gianluca Rocchi hanno monitorato nei mesi scorsi i video di quelle gare.

La sala Var di Lissone dispone di una parete di vetro che consente di vedere gli operatori all’interno. La prima partita oggetto dell’indagine della Procura di Milano che investe il sistema arbitrale italiano con l’avviso di garanzia scattato  per il designatore Gianluca Rocchi — che nella serata di sabato 25 aprile ha annunciato la sofferta autosospensione — per «concorso in frode sportiva», è Udinese-Parma, giocata il 1 marzo del 2025. Sulla panchina giallobù, in parte lesa, c’era Chivu. Dal video che i magistrati hanno in possesso si evidenzia una «interferenza esterna» in sala Var, vietata dal regolamento. La porta della stanza del Var  infatti deve essere chiusa, nessuno può entrarci né condizionare chi è chiamato alle decisioni ma ha una vetrata da cui è possibile vedere tutti gli operatori al suo interno e viceversa.

Parma-Udinese, il rigore

Succede che  i tre addetti designati per questa partita, in quella sala Var,  valutano un «possibile fallo mano». Balogh del Parma si oppone a un tiro di Thauvin (Udinese) con il braccio sinistro, che è largo; cerca di murare la conclusione diretta verso la porta, e ci riesce.  L’addetto alla Var è orientato a escludere il rigore, ma poi cambia idea. Questi i dialoghi a disposizione del pm milanese Ascione. «Non mi sembra fuori dalla sagoma, guarda la posizione del braccio, mi sembra sul corpo» dice l’addetto alla Var Daniele Paterna che pare orientato a escludere l’assegnazione del rigore. Nelle immagini, pubblicate sul sito dell’agenzia Agi,  si vede però Paterna che a un certo punto si gira di scatto, guarda indietro e afferma con un labiale molto evidente: «È rigore». Un attimo dopo comunica a Maresca, l’arbitro in campo: «Un attimo Fabio, controllo l’APP (Attacking Possesion Phase, cioè la fase di gioco monitorata dal Var). «È possibile calcio di rigore, Fabio, ti consiglio on field review per possibile calcio di rigore». Alla fine il penalty viene fischiato. Verso chi si gira Paterna? L’ipotesi contenuta nell’esposto dell’ex assistente arbitrale Domenico Rocca, poi archiviato dalla giustizia sportiva, è che il designatore Gianluca Rocchi «si sia alzato rapidamente dalla postazione per ‘bussare’ più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione e che a loro volta chiameranno l’arbitro per un on field review».



















































Paterna e la falsa testimonianza

Daniele Paterna nei mesi scorsi è stato è stato convocato dal pm come testimone. Nella sua deposizione in cui nega i fatti che gli sono esposti, il magistrato lo interrompe per fargli vedere il video. A quel punto viene gli viene comunicato che la sua posizione si trasforma in quella di indagato per falsa testimonianza. 

Inter-Verona: il dialogo tra Fabbri e Nasca

L’altra gara su cui si è accesa l’attenzione dei magistrati è Inter-Verona dell’8 gennaio 2024. L’episodio: una gomitata di Alessandro Bastoni all’avversario Duda. Il dialogo tra Michael Fabbri, arbitro, e Luigi Nasca, alla Var,  rivelato integralmente nell’incontro di Coverciano è fitto e denso : «C’è a terra qualcuno. No, aspetta. Fischia, fischia, ma fischia santo cielo. Voglio vedere che è successo. Parte tutto da qua, magari si vede il giocatore che cade, lascio questa camera», dice Nasca, a cui Fabbri replica: «Ho detto che lui (Duda, ndr) si è alzato, mi ha guardato e poi si è rimesso giù. Si alza, mi guarda e poi si rimette giù, questa è furbizia!». Mentre Fabbri è accerchiato dai giocatori del Verona, Nasca rivede le immagini del contatto tra Bastoni e Duda e decide di convalidare il decisivo gol di Frattesi: «Fammelo rivedere tutto. Bandiere, qualcosa? No, nessuna bandierina (per segnalare potenziali fuorigioco, ndr). Vai, vai, vai, vai. Adesso fammi rivedere. Qui è tutto regolare. Fammi rivedere il tiro. Buona, vai, dai veloce. Regolare. Fammi rivedere un attimo solo. Michael, sono Gigi: gol regolare, gol regolare». L’indagato, «in concorso con altri» avrebbe omesso di chiamare l’«On field review» al momento del fallo intenzionale di Bastoni commesso in una zona del campo distante dal gioco da cui seguiva immediatamente la rete della squadra di casa, decisiva del risultato finale. 

Al vaglio dei pm altre partite

Sono in ogni caso diverse le partite del torneo scorso al vaglio degli inquirenti che si avviano a chiudere l’indagine tra non molto.

25 aprile 2026 ( modifica il 25 aprile 2026 | 21:40)