di
Rinaldo Frignani

Caccia all’autore degli spari alla manifestazione per il 25 Aprile a Roma: i bersagli indossavano il fazzoletto degli iscritti Anpi

Ha aperto il fuoco alle tre e mezzo di un pomeriggio assolato, da una decina di metri di distanza, in un tratto di via Ostiense affollato, a pochi passi dal Parco Schuster e dalla basilica di San Paolo, senza preoccuparsi — o forse anche per sfida — che fossero presidiati dalle forze dell’ordine. Ha sparato con una pistola o un altro tipo di arma, non si può escludere a ripetizione. Di sicuro un modello soft-air, caricato con piccoli pallini bianchi, che potrebbe aver rovesciato nel caricatore con un imbuto. Quindi senza toccarli, per non lasciare impronte digitali.

Ha preso di mira due persone che portavano al collo il fazzoletto dell’Associazione nazionale partigiani. Un foulard che non si compra, ma che possono avere solo gli iscritti all’Anpi. È un particolare importante per le indagini della polizia che sta dando la caccia all’uomo con il casco integrale scuro e la mimetica verde chiara, che ieri ha sparato alla coppia. Il movente, secondo gli organizzatori della manifestazione, è «squadrista», come ha sottolineato la presidente dell’Anpi Roma Martina Pierlorenzi. «Sono stati i fascisti», conferma la vittima Rossana Gabrielli. Fra le ipotesi c’è quella di un gesto legato agli ambienti dell’estrema destra, come anche della galassia suprematista: solo pochi giorni fa la Procura di Milano ha ordinato perquisizioni anche a Roma e a Viterbo nell’ambito delle indagini su un gruppo che si rifaceva a «Terza Posizione». Bisognerà però accertare se si tratti di un’azione organizzata o se invece di iniziativa individuale.



















































Nella Tuscia, la scorsa settimana, a casa di un 19enne, sono state trovate pistole e fucili ad aria compressa, riproduzioni perfette di armi da guerra, mentre nella Capitale sono stati acquisiti audio di giovani che progettavano blitz contro i centri sociali. Ma a colpire — in un momento della giornata per la Festa della Liberazione che si avviava pacificamente alla conclusione — potrebbe essere stato anche un «cane sciolto». Un soggetto isolato che tuttavia potrebbe aver lasciato qualche traccia.

A terra sono rimasti due degli almeno tre pallini esplosi contro le vittime che avevano preso parte al corteo e al successivo comizio e concerto per il 25 Aprile, ma non si esclude che lo sconosciuto abbia premuto il grilletto anche più volte. La Procura attende un’informativa della polizia per procedere con l’apertura di un fascicolo, per lesioni aggravate.

Saranno acquisiti i filmati di alcune telecamere di vigilanza che si trovano su via Ostiense: di un McDonald’s, di un chiosco bar e anche su un cartellone pubblicitario. Proprio quest’ultimo impianto, a «palla», si trova sopra il punto in cui è stato portato a termine l’agguato, mentre gli altri due potrebbero aver ripreso l’uomo in motorino quantomeno di spalle, quindi anche la targa del veicolo, mentre raggiungeva l’incrocio. Un dettaglio non da poco, se i filmati dovessero confermare il suo passaggio, perché si potrebbe capire se fosse in cerca di un obiettivo di colpire, magari rallentando la marcia.

A complicare gli accertamenti per identificarlo ci sarebbe il fatto che ad accorgersi di quello che stava accadendo sarebbero state solo le vittime, che prima hanno cercato un riparo e poi si sono messe a correre verso il parco. Solo allora lo sparatore si sarebbe mosso con lo scooter per fuggire. Al momento non è chiaro se i due sessantenni presi di mira abbiano visto l’arma con cui sono stati colpiti e anche se siano stati in grado di dire se l’uomo abbia impugnato l’arma con la destra o fosse mancino.


Vai a tutte le notizie di Roma

Iscriviti alla newsletter di Corriere Roma

26 aprile 2026