In molti si ricorderanno di lui per la sua partecipazione ad Amici di Maria De Filippi (5 anni fa). All’epoca si era fatto conoscere con il nome di Deddy, ormai sostituito da Dennis. E ieri, 24 aprile 2026, ha pubblicato il suo nuovo album dal titolo “Stargirl”. In una piacevole chiacchierata, ci ha raccontato come ha vissuto l’esperienza nel noto programma di Canale 5, com’è stato uscire, ma anche la genesi e lo sviluppo del nuovo progetto discografico (e tanto altro ancora).
Che ricordo hai di Amici?
“Per me è stato bellissimo, a tratti confuso però è stato molto bello. Anche complicato, sei isolato da tutto e tutti e c’è una grande pressione del dover fare, dimostrare. Allo stesso tempo è anche un grande stimolo, ti trasforma ogni settimana”.
C’è un consiglio di Maria De Filippi che porti sempre con te?
“Di essere lucido e realista”.
Uscire da quella grande esposizione com’è stato?
“Tornare alla vita reale dopo Amici è stato una scarica di adrenalina, il resto te lo vivi male. Le cose più semplici non ti fanno più lo stesso effetto. Devi re-imparare a goderti le piccole cose. Sembra che l’adrenalina vada tutta in una direzione, vivi una contrapposizione. Soprattutto a 18 anni freschi. Quando sono uscito ho pensato subito al titolare del barbiere (prima faceva quel mestiere, ndr)… non avevo capito cosa fosse successo”.
Perché hai sentito l’esigenza di cambiare nome?
“Mi sono reso conto che mi stavo perdendo dietro a un sogno, che stavo proprio perdendo il bello di vivere la musica e farla in un determinato modo perché mi stavo ammalando dietro ad alcuni pensieri. C’era Dennis che aveva bisogno di parlare, ma non rinnego Deddy”.
In che modo Dennis è diverso da Deddy a livello sonoro?
“Dennis è molto più competente nella musica, nella scrittura ora cerco accordi meno scontati. Ho imparato a vivere la musica in maniera diversa. Prima ero più ‘vittima’, oggi assolutamente no. Mi chiudo e ci lavoro tanto”.
Deddy ad Amici
Il titolo del nuovo album da dove nasce?
“Mi ha ispirato il tatuaggio di una persona, si è accesso qualcosa nella mia testa mentre ero nella lavorazione del disco. Avevo dei tasselli e mi è venuta in mente questa figura eterea che pensavo potesse essere la giusta presentazione”.
Dici che il progetto parte da una distanza. Tu che rapporto hai con le distanze?
“Nel momento in cui avvengono non benissimo, poi portano una serie di malumori che sono impattanti. Allo stesso tempo credo siano fondamentali, è anche grazie a quelle e alle difficoltà che ci si evolve come esseri umani”.
E qual è una difficoltà che ti ha fatto evolvere in particolar modo?
“Probabilmente il veder cambiare la mia vita diverse volte senza averne controllo. Nel bene nel male. Facevo il barbiere, poi la mia vita diventa ancora più bella perché entro ad Amici e cambia tutto. Poi succede di nuovo nel momento in cui non pubblichi musica da un po’, l’attenzione scende e tu stai inseguendo qualcosa che non dovresti seguire. Perdersi nuovamente… e poi riformarsi”.
Quali sono state le influenze musicali principali durante la scrittura del disco?
“Negli ultimi anni ho cambiato approccio alla scrittura, magari prima cercavo una referenza per avere una linea guida. Oggi non la vivo così… faccio parlare la canzone, magari con svariati tentativi. A livello di influenze musicali ne ho poche. Ascolto di tutto, non abbiamo cercato influenze sulle produzioni”.
Non ci sono collaborazioni: una scelta o una casualità?
“Una pura casualità, non sono riuscito a incontrarmi con i vari impegni con alcuni artisti”.
Cosa ascoltavi da bambino?
“Sicuramente sono cresciuto con il cantautorato, ricordo viaggi infiniti con bei dischi. Tanto Claudio Baglioni, Negramaro. E pensare che poi Giuliano Sangiorgi è diventato un amico, questo è stato molto bello. Ma anche Lucio D’Alla. Inizialmente scrivevo delle poesie, quando ero alle scuole medie. Poi mi sono reso conto che le mie parole potevano diventare musica”.
Che rapporto hai con i tuoi fan?
“Stupendo e molto sincero. Ritrovo spesso persone che mi seguivano da Amici. Siamo cambiati, cresciuti tutti quanti ed è bellissimo vedere che magari una mia nuova canzone suscita in loro delle belle emozioni”.
E invece con i social?
“Sento una responsabilità verso chi mi segue ma credo che per determinati messaggi ci sia bisogno di arrivarci e costruire un racconto”.
Cosa intendi?
“Credo che sia giusto che le persone abbiano tutto chiaro. Bisogna capire come e quando dire le cose. I social sono un po’ un obbligo per me, ma chi mi segue sa che se non ho nulla da dire, non dico nulla. Non posto tanto per”.
Qual è il tuo sogno nel cassetto?
“A livello personale di non stare troppo dietro agli schemi e di evolvermi come essere umano. A livello artistico vorrei arrivare a Sanremo”.
Ci sarà un tour? Una presentazione?
“Sì, il 15 maggio al Cometa di Milano. E poi stiamo organizzando degli incontri per l’estate e forse in autunno. Si vedrà”.
<!?php if ( SF_DOMAIN == ‘citynews-bruxellestoday’ || SF_DOMAIN == ‘citynews-cagliaritoday’ || SF_DOMAIN == ‘citynews-sassaritoday’ || SF_DOMAIN == ‘citynews-tarantotoday’ || SF_DOMAIN == ‘citynews-viterbotoday’ || SF_DOMAIN == ‘citynews-ferraratoday’ ): ?>
<!?php endif; ?>